Lombardia alle urne con la voglia di spallata

Si rinnovano due Province e più di venti Comuni tra i quali Como, Rho e Legnano. A Monza il leghista Marco Mariani vuole strappare al sindaco uscente di sinistra Faglia la città più importante della Brianza. Testa a testa tra le due coalizioni nella "rossa" Sesto San Giovanni

Lombardia alle urne con la voglia di spallata

Milano - In Lombardia vanno al voto due Province (Varese e Como), un capoluogo (Como), un quasi capoluogo (Monza), tre Comuni dell’hinterland milanese con oltre 50mila abitanti (Sesto San Giovanni, Legnano e Rho) e un’altra ventina con oltre 15mila abitanti. La regione, quindi, è parte fondamentale del test elettorale di oggi e domani, in particolare per il centrodestra che cerca, con buone chance di successo, la rivincita a Monza.
La Provincia di Varese. Con i suoi 850mila abitanti, è uno dei grandi serbatoi di voto leghista (il Carroccio viaggia intorno al 19%) e amministrata dal centrodestra che ricandida il presidente uscente, il lumbard Marco Reguzzoni. Il centrosinistra, ma senza Italia dei valori, Udeur e area socialista, tenta la sfida con Mario Aspesi. Nel 2002 Reguzzoni, ingegnere di Busto Arsizio oggi trentaseienne, era stato eletto al primo turno sfiorando il 58,6% dei voti e conquistando il primato di più giovane presidente di Provincia del Paese. Nello stesso anno Aspesi, oggi cinquantanovenne manager della società Autogrill, diventava sindaco di Cardano al Campo, Comune vicino all’aeroporto di Malpensa. Fra gli altri candidati Marco Milani (Idv), Paolo Caccia (Udeur, Polo civico di centro e Libertas-Democrazia cristiana) e Angela Forno (Socialisti e Repubblicani).
La Provincia di Como. La sua situazione politica è analoga a quella della Provincia di Varese, rispetto alla quale conta circa 300mila abitanti in meno. Anche la Provincia di Como è un serbatoio elettorale del Carroccio (che nel 2002 aveva superato il 17% dei voti) e ha un presidente uscente ricandidato leghista doc. Il cinquantaquattrenne imprenditore tessile Leonardo Carioni, sindaco di Turate, era stato eletto al primo turno, sostenuto dal centrodestra, con il 59,3% dei voti e cerca il bis. Lo sfidante è Mauro Guerra, cinquant’anni, insegnante, ex sindaco di Tremezzo ed ex parlamentare ds, che è sostenuto dall’Unione al gran completo. Accanto a loro altri tre candidati.
Como. Cinque i concorrenti anche per la poltrona di sindaco del capoluogo (83mila abitanti). Quello che ha tutti i favori dei pronostici è il sindaco uscente: Stefano Bruni (46 anni, commercialista, di Forza Italia), appoggiato da Lega Nord, Forza Italia, An, Udc, Pensionati e Basta tasse. Il quale, più che la sfida del candidato del centrosinistra Luca Gaffuri (41 anni, commercialista, consigliere regionale della Margherita) teme la performance del sessanticinquenne ex presidente degli industriali comaschi, Giorgio Carcano, che pescherà nel bacino elettorale del centrodestra. In corsa anche altri due candidati.
Monza. Non è ancora capoluogo ma con i suoi 122mila abitanti Monza è il Comune lombardo più popoloso fra quelli chiamati alle urne. Nella capitale della Brianza si contendono la guida del Comune sette pretendenti. Il sindaco uscente è l’architetto Michele Faglia, che nel 2002 era stato eletto sostenuto da un’ampia coalizione di centrosinistra che oggi cerca di garantirgli un bis tutt’altro che scontato. Il candidato della Cdl, che in città ha ritrovato la compattezza, è l’ex sindaco leghista Marco Mariani. Medico ortopedico, 54 anni, Mariani gode del favore dei pronostici. Gli ultimi sondaggi, infatti, danno in vantaggio il centrodestra.
Sesto San Giovanni. Se Monza è considerata una specie di Bologna del centrodestra, che nel 2002 cadde a sorpresa per mano di Faglia come il capoluogo emiliano era caduto nel 1999 per mano di Giorgio Guazzaloca, Sesto San Giovanni (83mila abitanti) è l’ex Stalingrado d’Italia ed è ancora un bastione della sinistra lombarda. Il sindaco uscente, Giorgio Oldrini (61 anni, giornalista), cerca la riconferma sfidato da Giuseppe Pasini, imprenditore settantaseienne che conta sul sostegno di Forza Italia, An, Udc, Pensionati e Dca, dalla trentottenne architetto leghista Alessandra Tabacco e da altri tre candidati.
Legnano e Rho. A Legnano (56mila abitanti) il centrodestra punta sul sindaco uscente (Lorenzo Vitali, 45 anni, farmacista) e il centrosinistra, ma senza Idv e la cosiddetta ala radicale, su un dirigente della Regione Lombardia (Rosaria Rotondi, 57 anni).

A Rho (52mila abitanti) invece il sindaco uscente è del centrosinistra (Paola Pessina, 52 anni, ex insegnante, di area cattolica) e viene sfidata da Roberto Zucchetti (57 anni, docente universitario, anche lui cattolico ma di Comunione e liberazione) sostenuto dall’intero centrodestra.

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