Mario Brunello, Chiara Caselli e la Buona Novella «multimediale»

Nel ’70 Fabrizio De André pubblica quello che egli stesso considerava uno dei suoi lavori più riusciti: La buona novella, concept album ispirato ai Vangeli Apocrifi che contiene brani celebri come, tra gli altri, Laudate Dominum, Il sogno di Maria, Ave Maria, Il testamento di Tito. A due anni, dunque, dalla dirompente «eruzione vulcanica» del ’68, il cantautore genovese decide di cantare la figura di Cristo e la sua parabola terrena per metterne in luce proprio gli aspetti rivoluzionari, pietosi, umani: «Non voglio pensarti figlio di Dio, ma figlio dell’uomo, fratello anche mio». Ne viene fuori un commuovente affresco di spiritualità laica, dove ruolo predominante giocano la Madonna, l’idea della maternità e temi, allora come oggi, molto attuali.
Adesso questa splendida partitura poetico-sonora prende la forma di uno spettacolo multimediale che, su disegno registico di Roberta Lena, mescola insieme teatro, musica, arti visive, cinema, atmosfere beat. L’evento, previsto da questa sera a giovedì al Palladium nell’ambito del Romaeuropa Festival, riunisce un cast poliedrico e prestigioso: lo scrittore bolognese Stefano Benni (amico di De André sin dagli anni Settanta) compare in video nel ruolo di Giuseppe; l’attrice Chiara Caselli dà corpo alla «donna che guarda», personaggio ideato dalla regista che funziona da testimone esterno alla vicenda; la cantante e compositrice Sabina Sciubba è sia la voce recitante sia Maria adulta, mentre Maria adolescente viene interpretata da Costanza Alegiani. Ma al complesso lavoro partecipano anche il ben noto violoncellista Mario Brunello, la cantante etnica Evelina Meghnagi e numerosi artisti visivi. Il video si mescola qui con il fumetto, con citazioni pasoliniane, con riferimenti iconografici all’arte contemporanea (da Bosch a Warhol), per restituire l’insieme di un immaginario attraversato da figure e storie quanto mai popolari e da tematiche odierne.

Con visionaria delicatezza, in questo album De André ci racconta infatti una novella pietosa, dove si parla di guerra, emigrazione, condizione femminile, pena di morte. Bisogno, soprattutto, di perdono e di pietà.
Informazioni 06/45553050; www.romaeuropa.net.

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