C'è l'accordo sul dopo Expo «Diventi la futura Città studi»

Con il rettore e il presidente degli industriali si schierano anche il sindaco e il governatore

C'è l'accordo sul dopo Expo «Diventi la futura Città studi»

Anche al governatore Roberto Maroni piace il progetto di costruire lo stadio del Milan al posto dei padiglioni della Fiera al Portello su viale Scarampo. E anche l'idea della nuova città universitaria sui terreni di Rho-Pero a Expo conclusa. Via libera della Regione, dunque, il socio principale insieme al Comune di Arexpo, la società che dovrà dare un futuro a quel milione di mq lasciati liberi alla chiusura dell'evento. Con il rischio di vederli diventare una landa desolata. «Mi piace l'idea», ha detto ieri Maroni del nuovo impianto rossonero a margine del Premio Fair play consegnato dalla presidente del Corecom Federica Zanella e dal vicepresidente dell'Inter Xavier Zanetti. Perché «è uno stadio innovativo: da milanista sono contento, mi spiace solo che non sarà sull'area Expo, ma abbiamo altre idee e anche lì ci potranno essere interventi per le strutture sportive». Sottolineando che «quella che mi convince davvero è la proposta del rettore dell'Università Statale Gianluca Vago di creare lì un quartiere universitario».

L'idea, raccontata negli scorsi giorni da Vago al Corriere , è di costruire un campus con un polo universitario e della ricerca avanzata e dell'informatica che prenda il posto delle palazzine delle facoltà di Fisica, Veterinaria, Agraria, Chimica, Scienze e Informatica a Città studi. Un trasloco di 18mila persone tra studenti e professori che a Rho-Pero troverebbero impianti sportivi, auditorium e residenze su una superficie complessiva di 200mila metri quadrati. Un intervento trova d'accordo anche il presidente di Assolombarda Gianfelice Rocca che della Mobility Conference ha chiesto a Comune e Regione di «accelerare i tempi», rilanciando la proposta di realizzare a fianco della cittadella universitaria una Silicon valley per favorire la piccola e media impresa su cui ha sempre puntato anche il vicesindaco Ada Lucia De Cesaris per nulla convinta dalla Città dello sport con stadio, palazzetto e piscina olimpica che tanto piaceva a Maroni.

Il problema semmai sono i costi che potrebbero arrivare a 400 milioni di euro e che potrebbero essere solo in parte coperti dalla cessione degli stabili dell'Università che conserverebbe solo la sede di via Festa del Perdono. Richiedendo così gli interventi di Cassa Depositi e Prestiti e Bei, la Banca europea d'investimenti. Un macigno i 340 milioni di euro pretesi da Arexpo per un'area comprata a 120, con Maroni che ha già detto che sarebbe disposto a regalare la sua parte per un progetto interessante come il campus universitario.

Al sindaco Giuliano Pisapia piace molto anche la «proposta ponte» del presidente della Fondazione Triennale Claudio De Albertis di lasciare in piedi i padiglioni dei Paesi per organizzare nella strutture dell'Expo la XXI Esposizione internazionale del 2016, la rassegna dell'architettura che Milano aspetta da vent'anni. «Una bellissima idea, bisogna andare in quella direzione e poi ragionare su varie proposte interessanti che sono state fatte».

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