Collettivi all'attacco dopo lo sgombero, dieci feriti alla Statale

Le forze dell'ordine liberano la libreria occupata e nell'ateneo si scatena una giornata di guerriglia

Collettivi all'attacco dopo lo sgombero, dieci feriti alla Statale

Alle 18 quando tutto era ormai finito, il cortile della Statale sembrava un piccolo campo di battaglia con aste, sassi, bottiglie rotte, cartacce, rifiuti vari sparsi nello storico chiostro. Squadre di agenti con caschi e scudi agli ingressi tenevano a bada decine di studenti che urlavano slogan e lanciavano insulti, mentre una decina tra agenti e studenti si facevano medicare nei vari ospedali. È finito così lo sgombero chiesto dal Rettore ed effettuato dalla polizia in una sala del rettorato al pian terreno. Lo sgombero, ma non le polemiche che seguiranno nei prossimi giorni, insieme ad altre occupazioni, manifestazioni e relative tensioni.

La «battaglia della Statale» è scoppiata ieri verso le 16 quando il nuovo responsabile d'Ateneo, Gianluca Vago, stanco di subire occupazioni da parte di una esegua minoranza di studenti, ha deciso di passare all'azione. Per prima cosa ha fatto sgomberare l'ex Cuem, uno spazio un tempo adibito a libreria, poi fallita e da un anno presa in ostaggio dagli universitari che l'hanno trasformata in libreria alternativa, mensa e dormitorio.

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Dopo un paio di sgomberi, i ragazzi erano puntualmente tornati, così Vago nel corso del fine settimana, approfittando dell'assenza degli «occupanti», ha fatto sgomberare mobili, libri, fornelli, frigoriferi e suppellettili varie. Quando ieri mattina gli studenti se ne sono accorti hanno riposto occupando una saletta dell'aula magna (della «divisione edilizia») al piano terra dell'Ateneo.

Il rettore ha subito incontrato gli studenti, invitandoli a lasciar lo spazio, per altro già nuovamente trasformato in refettorio. «Sono pronto a trattare per la concessione a gruppi di studenti, non a subire ricatti» ha detto ai ragazzi. Poi, incassato un secco diniego, è passato alle vie di fatto chiedendo alla questura di disporre lo sgombero. Forse immaginando che la sola presenza delle forze dell'ordine avrebbe convinto i giovani a mollare la preda.

Invece quando una settantina tra poliziotti e carabinieri si sono avvicinati all'aula da sgomberare hanno trovato un muro di 50/100 persone, non tutti studenti, ed è stata subito battaglia. Manganellate da una parte, sassi e bottiglie dall'altra. Gli scontri sono andati avanti diversi minuti prima che gli studenti iniziassero a retrocedere, poi iniziava una sorta di rimpiattino per impedire loro di disperdersi nel chiostro. Così a fatica sono stati circondati e fatti uscire in via del Perdono. Qui decine di ragazzi rimaneva fuori a «ruggire» insulti e lanciare slogan truculenti verso le forze dell'ordine, ma il peggio era passato.

Iniziava così il conto dei feriti. Quattro agenti finivano all'ospedale per farsi medicare tagli e contusioni, un carabiniere rimediava una bottigliata al braccio, ma rimaneva in servizio come il funzionario della Questura che esibiva un vistoso occhio nero. A questo punto Vago usciva di nuovo spiegando che era pronto a trattare la concessione di spazi, ma non a subire violenze, quindi se ne andava tra i fischi e i battimani ironici.

A quel punto gli universitari ottenevano il permesso di recuperare le loro «masserizie»: libri, fotocopiatrici, pentole e piatti.

La giornata andava finalmente in archivio ma difficilmente la questione finirà rapidamente e in maniera indolore. Facile ipotizzare altre occupazioni, che facilmente finirebbero in altrettanti sgomberi, ma sicuramente manifestazioni e cortei, con ulteriori code di tensioni e tafferugli.

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