Referendum non decolla: a Milano vota il 16,5%

Affluenza bassa ma meglio di Roma e Torino. Alle 19 alle urne per i sindaci circa il 37%

Referendum non decolla: a Milano vota il 16,5%

Quando mancano ancora tre ore alla chiusura dei seggi la Lega inizia a ringraziare «i milioni di italiani che hanno votato o voteranno nonostante un giorno con le urne aperte, il silenzio di troppi media e politici, il weekend estivo». Che raggiungere il quorum per il Referendum sulla Giustizia fosse ormai una mission impossible era chiaro da ore, e anche a Milano ieri alle 19 solo il 12,06% si era già recato ai seggi, oltre due punti sotto la media nazionale (14,53%). Alle 23 (dato parziale) arriva al 16,5% Ultimo in classifica il Municipio 6 (11,82%), prima la Zona 4 (con 12,36%) ma lo scarto è minimo. L'aria si annusava già facendo un giro nei seggi (semivuoti) del centro la mattina, come al liceo Parini di via Goito dove normalmente a quell'ora c'è gran via via nelle giornate elettorali. Il dato della prima affluenza alle 12 si ferma al 5,53% (il Municipio 4 con il 5,87% è quello più avanti, il centro storico con il 5,02% è il più lento). Milano al primo test della giornata è un punto sotto la media nazionale (6,77%) ma va meglio di altre grandi città dove ieri non si votava - come in città - anche per le Comunali: Roma (4,73%) o Torino (4,69%) sono sotto, sopra invece Firenze con il 6,17%. Anche alle 19 Milano si mantiene sopra a Torino (10,8%) e Roma (9,92%), Firenze è appena sopra (12,56%). Il «traino» delle Comunali porta invece la prima affluenza media in Lombardia al 7,78%, un punto abbondante sopra la media nazionale. Alle 19, seconda il dato nella regione culla della Lega è al 16%, ancora sopra alla media nazionale (14,26%), ma decisamente non un exploit.

E in Lombardia si è votato ieri per scegliere 127 sindaci (lo spoglio delle schede inizierà oggi alle 14). A mezzogiorno si era presentato alle urne meno di un elettore su cinque (il 17,03%, alle 19 si sale al 36,7%, cinque punti in meno del 2017 e tre punti sotto la media italiana. A Sesto San Giovanni, dove il sindaco leghista punta al bis, l'affluenza alle 12 è al 17,18%, quasi in linea con la tornata precedente (17,37%), e alle 19 è al 36,33% (un punto sotto). . A Como dove la sfida è tra Giordano Molteni per il centrodestra (l'ex primario dell'ospedale Sant'Anna indicato da Fdi) e Barbara Minghetti per il centrosinistra, in mattinata è quasi tre punti sotto (15,91% contro il 18,88% del 2017), alle 19 sale al 32,76 ma sono 4 punti meno. Più bassa anche a Monza, dove il sindaco del centrodestra Dario Allevi punta al bis e per la sinistra c'è Paolo Pilotto: 15,36% alle 12 e 34,02% alle 19 rispetto al 38,21 del 2017, è quattro punti sotto Partecipazione più alta a Lodi, dove in giornata si saprà se il sindaco leghista Sara Casanova avrà conquistato il bis o se dovrà cedere la fascia tricolore al 25enne del «campo largo» Andrea Furegato (sostenuto da Pd, Iv, Azione, M5S). La prima affluenza è al 21,73%, alle 19 sale al 44,1% (era al 47,28 cinque anni fa).

Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ha votato per il Referendum intorno alle ore 10 in via Ruffini. Dopo ha deciso di fare una passeggiata nella piazzetta di Santa Maria delle Grazie, a pochi metri dal seggio.

Con alcuni giovani militanti, la senatrice e coordinatrice regionale di Fi Licia Ronzulli, la commissaria cittadina Cristina Rossello e l'azzurro Fabrizio

De Pasquale, si è seduto ai tavoli all'aperto di un bar e ha intrattenuto tutti parlando del suo impegno in politica. Al termine del caffè il Cav ha posato per alcuni scatti davanti alla chiesa di Santa Maria delle Grazie.

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