Israele prolunga la tregua, ma Hamas continua a lanciare razzi

Tel Aviv accoglie la richiesta delle Nazioni Unite. Ma avverte: "Risponderemo ad ogni attacco sul nostro territorio"

Beit Hanoun, uomo tra le macerie delle abitazioni
Beit Hanoun, uomo tra le macerie delle abitazioni
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Tel Aviv ha accolto la richiesta delle Nazioni Unite di prorogare la tregua umanitaria nei combattimenti fino alle 24 di domani. una tregua che, però, è condizionata alle azioni militari di Hamas. L'esercito israeliano ha, infatti, fatto sapere che a differenza di stasera, quando dopo le 20 non ha reagito ai razzi lanciati verso il territorio di Israele, da domani, se Hamas continuerà a rifiutare le richieste dell'Onu, risponderà al fuoco.

Poco prima che scadesse la tregua umanitaria, scattata alle 8 di questa mattina, Israele aveva infatti tentato un prolungamento di 4 ore, fino alla mezzanotte locale di oggi. Accordo che, in un primo tempo, sembrava essere stato accettato anche da Hamas. Poi l'organizzazione palestinese che controlla la Striscia ha rotto la tregua e, scadute le 12 ore del primo cessate il fuoco, ha ripreso a sparare contro lo Stato ebraico. Il portavoce di Hamas a Gaza Abu Zuhri ha detto che non c'è accordo sull'estensione di quattro ore del cessate il fuoco umanitario.

I rappresentanti della diplomazia di sette Paesi, riunitisi oggi al Quay d'Orsay a Parigi, dove ha sede il ministero degli Esteri francese, avevano chiesto che venisse estesa la tregua di dodici ore iniziata questa mattina tra Israele e la Striscia di Gaza.

Della richiesta si era fatto portavoce il francese Laurent Fabius, che aveva parlato per tutti i partecipanti al mini-vertice, chiedendo un'estensione di "24 ore rinnovabili".

Una risposta alle parole dei ministri, tra cui si trovava anche l'italiana Federica Mogherini, è arrivata in serata, quando Israele ha dato l'assenso a estendere il cessate il fuoco fino alle mezzanotte locale. Una scelta a cui, secondo il quotidiano Haaretz, avrebbero assentito anche i rappresentanti di Hamas.

A mettere a rischio la tregua, sin da subito, alcuni corpi di mortaio esplosi oltre i confini della Striscia di Gaza poco dopo l'annuncio dell'estensione della tregua, che hanno fatto scattare nuovamente le sirene nel sud di Israele. Secondo l'esercito israeliano tuttavia la violazione potrebbe non essere stata intenzionale, né essere stata decisa dal comando centrale di Hamas.

Il cessate il fuoco di dodici ore iniziate questa mattina, alle sette italiane, era stato deciso dopo che Israele aveva rifiutato la proposta di cessate il fuoco portata avanti dal segretario di Stato americano John Kerry, senza però dichiarare ufficialmente quali fossero i punti su cui mancava un accordo.

Secondo fonti della sicurezza palestinese sentite dalle agenzie stampa sarebbero già almeno 85 i cadaveri recuperati oggi.

I morti dall'inizio del conflitto, secondo le fonti ufficiali palestinesi, sono oltre 1000. 37 i militari israeliani rimasti uccisi durante le operazioni. L'Unicef parla di almeno 192 bambini vittime degli scontri.

Il Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr) ha anche parlato di due operatori della Mezzaluna Rossa uccisi e tre feriti in attacchi avvenuti ieri sera a Beit Hanoun, condannando un'azione contraria al diritto internazionale.

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