Morto il missionario spagnolo. Oltre mille vittime di Ebola

Miguel Pajares, che aveva contratto in Liberia il virus e che era stato rimpatriato giovedì scorso in Spagna, non ce l'ha fatta. L'Oms: etico l'uso di farmaci sperimentali

Morto il missionario spagnolo. Oltre mille vittime di Ebola

È morto il missionario spagnolo Miguel Pajares che aveva contratto in Liberia il virus dell’Ebola e che era stato rimpatriato giovedì scorso in Spagna con un volo speciale. Il missionario cattolico Miguel Pajares, 75 anni, "è morto alle 9.28", ha detto una portavoce dell’ospedale La Paz-Carlos III di Madrid dove era stato ricoverato. Il sacerdote era il primo malato colpito dal virus a essere rimpatriato in Europa. Aveva contratto l’ebola nell’ospedale Saint Joseph di Monrovia dove lavorava. Si tratta del quarto membro del personale dell’ospedale - chiuso il primo agosto dalle autorità liberiane - a morire in dieci giorni dopo aver contratto il virus. Insieme a lui, è stata rimpatriata anche una suora che al momento risulta negativa al virus.

Intanto, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) al termine di un vertice di 36 ore a Ginevra ha sancito che è "etico" l’uso di un farmaco sperimentale per combattere il virus incurabile di Ebola, che in 4 Paesi dell’Africa Occidentale (Liberia, Sierra Leone, Guinea e Nigeria) ha causato finora 1.013 morti. Il problema è sorto dalla scoperta di un siero sperimentale Made in Usa (testato solo sulle scimmie) lo ZMapp che è stato somministrato a due sanitari Usa che avevano contratto la malattia in Liberia e che, nel loro caso, si è dimostrato molto efficace. Non così è stato per il missionario 75enne spagnolo, Miguel Pajares, morto stamane a Madrid, dopo essere stato evacuato sempre da Monrovia.

Nel suo caso, però, l’età potrebbe aver giocato un ruolo determinante. Oggi il governo della Liberia ha fatto sapere di avere ricevuto alcune dosi del farmaco in via di sperimentazione. La società ha però avvertito di avere esaurito le scorte di ZMapp.

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