Obama revoca l'embargo sulle armi al Vietnam e sfida la Cina

"Gli Stati Uniti tolgono completamente il divieto di vendita di materiale militare in Vietnam", ha detto Obama nel corso di una conferenza stampa ad Hanoi

Obama e il presidente del Vietnam Tran Dai Quang
Obama e il presidente del Vietnam Tran Dai Quang

Quello in Vietnam non è un viaggio come tutti gli altri. In questa terra persero la vita 58mila militari americani, in un sanguinoso conflitto che fece, in tutto, 800mila vittime. Barack Obama non si scusa per quella guerra, così come non si scuserà a Hiroshima. Inviterà i due Paesi a guardare la storia per imparare dagli errori e cercare, se possibile, di non ripeterli. Ma c'è di più. In ballo, infatti, ci sono forti interessi economici. E l'esigenza di trovare un equilibrio regionale in grado di preservare il mondo da rischi nucleari, evocati dalla Corea del Nord.

Ad Hanoi Obama ha annunciato che "gli Stati Uniti revocano il divieto" alla vendita di armi al Vietnam, ultima eredità rimasta in vita della guerra che si è combattuta tra i due Paesi fino alla metà degli anni Settanta. "Il Vietnam apprezza molto la decisione degli Stati uniti di revocare completamente l'embargo, cosa che è una prova chiara che i due Paesi hanno completamente normalizzato le relazioni", ha detto durante la conferenza stampa congiunta con Obama, il presidente vietnamita Tran Dai Quang.
Obama, comunque, ha specificato che l'effettiva vendita delle armi dipenderà dagli impegni che il Vietnam si assumerà sul fronte dei diritti umani.

Gli Stati Uniti avevano già alleggerito l'embargo, imposto negli anni ottanta, nel 2014, revocandolo per le armi per la difesa navale. Ma Obama ora ha deciso di andare oltre, accogliendo la richiesta di revoca del governo vietnamita, che la ritiene necessaria di fronte ad una Cina che assume posizioni sempre più aggressive ai suoi confini e nel Mar meridionale cinese, dove i due Paesi partecipano ad una contesa territoriale. Per contro, però, Obama nel prendere la decisione ha dovuto tener conto delle pressioni di chi, come Human Rights Watch, ricorda come il Vietnam abbia ancora molta strada da fare per quanto riguarda i diritti umani, la libertà di espressione e religione, senza contare gli arresti di attivisti e blogger.

Obama ha espresso la propria "fiducia" in una ratifica da parte del Congresso americano all’accordo di partenariato transatlantico per il

commercio e gli investimenti (Transatlantic Trade and Investment Partnership-Ttip). Siglato tra 12 Paesi, tra cui Stati Uniti, Giappone e Vietnam, ma non la Cina, il Ttip rappresenterebbe il 40% del Pil mondiale.

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