Orlando, San Bernardino, Dallas. L'Isis si affida ai "lupi solitari"

Per il New York Times gli attentati compiuti negli Stati Uniti nell'ultimo anno non sembrano opera dei pianificatori del terrore dell'Isis, ma azioni di "lupi solitari" che prima delle stragi prestano il loro giuramento allo Stato islamico

Orlando, San Bernardino, Dallas. L'Isis si affida ai "lupi solitari"

Omar Mateen, il responsabile della strage di Orlando in cui sono morte 50 persone, prima di entrare nel Pulse ha chiamato il 911. E ha giurato fedeltà allo Stato islamico. Con la stessa freddezza pochi mesi fa Syed Rizwan Farook e Tashfeen Malik, i due killer di San Bernardino, prima di imbracciare i fucili per andare ad uccidere 14 persone, hanno aperto il loro profilo Facebook e hanno scritto un post in cui giuravano fedeltà all'Isis. E ancora, Elton Simpson scrisse un messaggio su Twitter in cui spiegava perché stava per aprire il fuoco sui disegnatori che si esibivano in una gara di immagini sul profeta Maometto a Dallas, in Texas.

"Influenzare aggressori lontani perchè giurino fedeltà allo Stato islamico è diventata una parte fondamentale del gruppo", ha scritto sul New York Times Rukmini Maria Callimachi, giornalista che si occupa di terrorismo. "C'è una confusione intenzionale sulla linea che divide le operazioni programmate e portate a termine dai combattenti che appartengono al gruppo terroristico e quelle messe in atto dai suoi simpatizzanti - spiega Callimachi -. Nelle regole del gruppo, questo impegno (il giuramento, ndR) è una parte centrale del protocollo Isis".

Poco importa ai terroristi che le operazioni vengano portate avanti da jihadisti addestrati piuttosto che da lupi solitari. "Per i pianificatori del terrore la differenza è piuttosto irrilevante. Questo giuramento pubblico è l'unico requisito che lo Stato Islamico impone ai seguaci che desiderino compiere atti di terrorismo a suo nome", spiega Callimachi, ricordando come nel 2014, il portavoce del gruppo terroristico, Abu Muhammad al Adnani, incitò i suoi sostenitori a compiere atti terroristici in nome del gruppo senza chiedere il permesso a nessuno.

Negli ultimi anni il gruppo jihadista "ha creato un meccanismo capace di incitare al terrore in situ", spiega ancora Callimachi. Secondo Charlie Winter, ricercatore dell'Università della Georgia che si occupa di conflitti e violenza, il reclutamento 2.0 è una mossa "molto astuta" perchè permette allo Stato islamico di non avere relazioni dirette con i terroristi. Quando la recluta viene arrestata o uccisa infatti, la polizia inizia a ricostruire i fatti. In questo modo però non c'è alcun collegamento tra l'organizzazione e il terrorista.

L'unico legame resta il giuramento che, spiega Winter, è indispensabile per tramutare la recluta da "jihadista autonomo a uno che può essere idolatrato come un soldato dello stato islamico e ad essere considerato come un combattente militante".

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