Notte «space-rock» a Villa Arconati: atterrano i Sigur Ros

Sound anni ’70, psichedelia e atmosfere alla Pink Floyd: un mix che il gruppo ripropone da anni in modo originale. In programma vere e proprie suite musicali

Notte «space-rock» a Villa Arconati: atterrano i Sigur Ros

Jarno Fiore

Si chiude questa sera con quello che, insieme al concerto dei Kraftwerk di inizio mese, è l’appuntamento più atteso dell’intera rassegna di Villa Arconati (al Castellazzo di Bollate), ovvero l’arrivo della più famosa band islandese, i Sigur Ros. L’occasione è davvero ghiotta perché questo concerto fa parte dei pochissimi e selezionati appuntamenti europei della band scelti per presentare in anteprima i brani che poi comporranno il nuovo atteso album Takk in uscita a fine settembre, dopo essere stato registrato in una piscina abbandonata di Reykiavik. I Sigur Ros sono una delle più originali formazioni in circolazione, infatti nel loro suono vanno è vero a rielaborare il sound degli anni ’70 e della psichedelia, ma lo fanno con una visione progressiva e assolutamente originale, non è un caso che i biglietti siano in via di rapido esaurimento per questa serata, il cui inizio è previsto intorno alle 21.
La musica di questo quartetto è così difficile da inquadrare che molti la hanno inserita in un filone chiamato space-rock, ovvero un flusso che porta la musica fuori da canoni terrestri, riuscendo a renderla meditativa come un viaggio spaziale. Space-rock e Pink Floyd, questi sono i riferimenti che chi segue i Sigur Ros dall’inizio della carriera è abituato a sentire, forse ora, all’alba del loro quarto album, un poco restrittivi per questa band.
È quello degli islandesi un suono magico fatto di tanti elementi che portano alla mente la natura, in particolare l’acqua e la sua limpidezza; suoni fatti di vapore, fruscii, silenzi, poi ancora flussi di note come una cascata, insomma un vero e proprio viaggio sonoro mentale attraverso l’immaginazione e la fantasia di questa band.
Dopo aver stupito tutti a inizio 2000 con l’album Agætis Byrjun, i Sigur Ros si sono imposti nell’immaginario della musica alternativa e colta con forza, merito del loro essere una realtà davvero nuova rispetto a tutto quello che era dato sentire e che è dato sentire ora, tanto che addirittura le major discografiche (la Emi poi ha vinto l’asta per metterli sotto contratto) si sono accorte di loro ed è stato così che con il seguente ( ), il titolo è davvero questo, uno spazio vuoto tra due parentesi, i Sigur Ros hanno guadagnato le credenziali per divenire uno dei più importanti ed a-se-stanti realtà del panorama musicale planetario. Quello che stupisce è il pubblico che ascolta questa band, che va dagli appassionati di indie-rock a chi ascolta dance music, fino agli amati del classico pop radiofonico, insomma un piccolo miracolo per una band la cui musica è davvero difficile interpretare come commerciale o di facile ascolto.

Jónsi Birgisson (voce, chitarra, synth), Kjarri Sveinsson (piano, tastiere, chitarra, flauto), Goggi Hólm (basso, xilofono), Orri Dèrason (batteria, tastiere), scrivono musica complessa fatta di brani lunghissimi ed emozionanti attraverso suoni caldi, vaporosi, liquidi, astratti, avvolgenti, brani, o meglio suite-sonore che stregano ed ammaliano, questo è il loro segreto: colpire direttamente e con un solo colpo il cuore e la mente.

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