Nuova influenza, Fazio: "Scoppierà tra un mese"

"La nuovo influenza è in arrivo, forse sarà in italia tra 20 giorni". Lo riferisce il sottosegretario Ferruccio Fazio, che aggiunge: "Soni i giovani i più esposti al pericolo"

Nuova influenza, Fazio: 
"Scoppierà tra un mese"

Ferruccio Fazio, come stanno i nostri ragazzi contagiati dal virus H1N1 bloccati in Inghilterra?
«Stanno tutti bene a giudicare dai dati clinici. Nessuno si è aggravato. Ci risulta che siano correttamente curati con antivirali».


Dovremo aspettarci molti contagiati anche in Italia, vista la quantità di stranieri in arrivo per le vacanze estive?
«Per ora i contagi sono fermi a 258 e non abbiamo casi autoctoni, ma è probabile che si diffonda anche da noi una vera e propria epidemia».


In che tempi?
«È possibile che scoppi nei prossimi 20 giorni, un mese al massimo. E non c’è nulla da fare per limitarla. Non siamo in una fase di contenimento, siamo nella fase pandemica, non possiamo far altro che curare gli ammalati e farli guarire il prima possibile».


Quanto potrebbe essere l’aumento dei contagiati in estate?
«L’epidemia raddoppia i casi ogni 10 giorni, l’aumento potrebbe essere esponenziale».


Chi è in vacanza come fa a capire di aver contratto il virus?
«L’influenza H1N1 per adesso è leggera, provoca solo febbre e malessere diffuso con sintomi respiratori lievi. E non crea complicazioni. Infatti gli unici morti all’estero sono pazienti che avevano malattie croniche come il diabete e l’asma».


Pensiamo all’autunno. Le cose potrebbero complicarsi con l’arrivo del freddo?
«In assenza delle politiche di contenimento del virus che il nostro Paese ha già attivato i contagi a fine marzo potrebbero salire a 13 milioni. E se l’Italia si limitasse a tali misure, in primavera i casi schizzerebbero a circa 9 milioni. Ma entro fine anno saranno vaccinati 8,6 milioni di italiani, cioè il 14 per cento della popolazione».


Le categorie più a rischio?
«I sanitari, cioè medici, infermieri, operatori dei servizi essenziali, polizia, carabinieri, vigili del fuoco. Poi saranno vaccinati gli adulti che non superano i 65 anni affetti da cardiopatie o malattie croniche, come l’obesità, il diabete o l’asma. Gli over 65, invece sembra siano immunizzati dal nuovo virus».


Così i contagi dovrebbero essere contenuti?
«Secondo le nostre proiezioni, si potrebbero ammalare circa 4 milioni di persone».


Resta sempre un bel numero.
«Entro febbraio prossimo però, non è escluso una vaccinazione estesa alla popolazione tra i 2 e i 20 anni. Cioè, circa 15 milioni di giovani».


Dunque sarà consigliabile immunizzare anche i bambini dell’asilo e delle elementari?
«Attualmente si stanno facendo dei test sui bambini dai 3 anni in su. Appena i vaccini non avranno controindicazioni li offriremo in tutte le scuole, dalle materne alle superiori».
Gratuitamente?
«La decisione la prenderemo a fine estate ma l’orientamento del governo è quello della gratuità. Il prezzo del vaccino, comunque, si aggira intorno ai 9 euro, prezzo che va raddoppiato per il richiamo».


Perché vanno vaccinati anche i più piccoli mentre non si fa con la normale influenza?
«Perché questo virus colpisce soprattutto i giovani e i bambini e il contagio avviene soprattutto nelle scuole».


Il 40 per cento della popolazione italiana, spagnola e tedesca verrà vaccinato, ma la Francia ha scelto la copertura del 100 per cento e la Gran Bretagna del 70 per cento. Chi ha ragione?
«Abbiamo fatto delle proiezioni sul piano vaccinale. La nostra è una scelta tecnica non politica. Se le cose procedono secondo le previsioni, prima dell’estate prossima l’epidemia è chiusa».


E se il virus si fa più cattivo?
«Allora anche noi potremmo procedere a una vaccinazione di massa».


L’Italia ha già stipulato un contratto per la produzione dei vaccini?
«Se ne sta occupando la Protezione Civile. Posso solo dire che, per ora, il costo per lo Stato si aggira intorno ad alcune centinaia di milioni di euro».


Quante dosi saranno disponibili e da quando?
«Nove milioni. Purtroppo la resa dei vaccini è più bassa di quello che sembrava. E ci auguriamo siano pronte a novembre».


In caso di emergenza serviranno anche gli antivirali.


«L’Italia può contare su 4 milioni di scorte di farmaci antivirali e ha già avviato accordi, semmai ne avesse bisogno, per l’acquisto di altri 6 milioni di dosi. Ma il virus mostra sintomi meno preoccupanti della classica influenza stagionale. Noi non sottovalutiamo la situazione, ma non creiamo neanche allarmismi ingiustificati».

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