Operai comunali per pulire la strada privata: chiesto processo per Cammarata

La procura di Palermo accusa il sindaco di abuso d'ufficio, avrebbe fatto lavorare maestranze pubbliche in occasione del battesimo della figlia. Il primo cittadino si difende: «Tutto falso e lo dimostrerò, non ho utilizzato il mio ruolo»

Non c'è pace per il sindaco di Palermo Diego Cammarata. Dopo la storia dell'assenteista-comunale skipper, che lavorava per la sua barca di famiglia, ecco che un'altra tegola giudiziaria si abbatte sulla sua testa. E per motivi in qualche modo simili. La Procura di Palermo ha chiesto di rinviare a giudizio il primo cittadino del capoluogo siciliano con l'accusa di abuso d'ufficio. Per il pm il sindaco, nel giugno di due anni fa, in occasione del battesimo della figlia avrebbe chiesto alla Gesip, società di servizi del Comune, di ripulire un tratto di strada nei pressi della chiesa in cui si sarebbe tenuto il battesimo. In questo modo avrebbe utilizzato gli operai Gesip per fini privati. Chiesto il giudizio anche per altre 3 persone: il direttore della Gesip, Giacomo Palazzolo e due dirigenti.
E' il secondo «incidente», per così dire, dopo quello della barca affidata all'assenteista, anche lui dipendente della stessa società comunale, la Gesip. Per questa storia il sindaco è stato rinviato a giudizio nel maggio scorso. E adesso questa nuova buriana. Cammarata si difende a tutto campo: ««Non ho mai chiesto la pulizia della strada, non so quando è stata fatta né so se sia mai stata fatta.

Dagli atti ho appreso che il parroco della chiesa aveva chiesto che strada venisse pulita il 18 maggio 2009, giorno in cui è nata mia figlia Laura e, dunque, in un momento in cui non potevo certamente sapere dove avremmo deciso di battezzarla. Dai documenti in possesso del Comune, inoltre - aggiunge -la strada in questione risulta essere pubblica ed è stata, per altro, pulita in passato in diverse altre occasioni».

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