Palermo, il sindaco Cammarata denuncia: «La mafia dietro l'emergenza rifiuti»

Il primo cittadino ha presentato un esposto alla Procura e una denuncia ai carabinieri: «Dietro le discariche abusive c'è una regia criminale. Bisogna intervenire»

La mafia dietro l'emergenza rifiuti che affligge Palermo facendone quasi una seconda Napoli? L'ipotesi, inquietante, arriva dal sindaco del capoluogo siciliano, Diego Cammarata, che ha presentato un esposto alla Procura e una denuncia contro ignoti ai carabinieri.
La denuncia del sindaco, nello specifico, riguarda una maxi-discarica che non si riesce a debellare, quella di piazzale Lennon. Ma il problema sollevato dal primo cittadino è in generale più complesso, e riguarda la situazione di una città dove i roghi di cassonetti dei rifiuti sono pressocché all'ordine del giorno, con gravi pericoli per l'igiene e soprattutto danni per l'immagine. Il biglietto da visita che offre Palermo, giusto appena fuori dal centro cittadino, è desolante. Ed è proprio questa la situazione che il sindaco denuncia: «Da mesi - dice Cammarata - denuncio la gravità del fenomeno delle discariche abusive che, nonostante gli sforzi e gli interventi del Comune e dell'Amia, continuano a proliferare in città e dietro le quali, nel sono più che convinto, c'è la mafia: la dimensione delle discariche, il tipo di rifiuti che vi si trovano (di frequente ingombranti e pericolosi) e la rapidità con cui queste si riformano, lasciano pensare ad una regia criminale». Per il sindaco è inaccettabile «che si possa formare una discarica delle dimensioni di quella di piazzale Lennon, una zona molto frequentata della città, senza che nessuno se ne accorga». Cammarata ricorda che nei mesi scorsi si è già svolto, sul tema, un Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica: «Una riunione _ ricorda il primo cittadino - durante la quale - ho richiamato l'attenzione del Prefetto e del questore che condividevano la mia preoccupazione.

Credo che sia arrivato il momento di considerare quella delle discariche abusive come una delle priorità su cui intervenire: esse non possono essere addebitate alla trascuratezza e allo scarso senso civico di una parte della cittadinanza, ma sono certamente riconducibili alla criminalità organizzata. Per questa ragione chiedo che della questione si torni a discutere nelle sedi più acconce per trovare mezzi e strumenti di intervento tali da stroncare il fenomeno».

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