Picchiato e strangolato con i boxer

Franco Sala

Particolari. Quelli che fanno la differenza tra una «banale» disgrazia, come potrebbe sembrare all’apparenza, e il giallo. Dettagli che tingono di mistero quello che a prima vista sembrava un incidente stradale. A cominciare dalla probabile arma del delitto. Strana. Come lo può essere un paio di mutande utilizzate come cappio per strangolare la vittima: un paio di boxer alla moda. E poi ancora la distanza da dove il corpo senza vita è stato ritrovato a Paderno Dugnano, in via Repubblica angolo via Toti, una zona trafficata ad ogni ora del giorno e della notte. Ed ancora quei 15 metri di trascinamento sulla neve dove è poi rimasto per ore.
Un giallo dunque, da svelare partendo prima di tutto dal nome dell'uomo, dall'apparente età di 35/40 anni, ritrovato ieri mattina intorno alle 8, dopo una telefonata al centralino dei carabinieri. Scarpe da ginnastica, jeans. Sotto, un paio di calzoni di una tutta da ginnastica. E ancora un giubbotto nero di tessuto tirato su oltre la vita che lasciava scoperta la schiena. Circostanza ulteriore che conferma il trascinamento del corpo da parte dell'assassino per ritardarne il più possibile la scoperta. Indosso aveva anche una comunissima felpa ed era senza mutande. Con tutta probabilità quelle usate per ucciderlo dopo averlo pestato a sangue. Il corpo dell’uomo era riverso nella neve ben nascosto dietro una siepe. Nessun documento, nessun foglio in tasca, in tasca solo pochi spiccioli. Niente di niente per identificarlo. Tutto attorno i segni di trascinamento, ciglio della strada sin nel luogo dove è stato trovato. Sul corpo nessun segno di ferita di arma, da fuoco o da taglio. Solo quel volto reso irriconoscibile dai colpi e le mutande usata come nodo scorsoio per uccidere.
Dopo due ore di lavoro il medico legale ha potuto solamente stabilire che con tutta probabilità si tratta di un uomo di origine nordafricana, forse egiziano, e che il decesso risale a non più di due ore prima del ritrovamento. Le cause forse strangolamento forse le percosse: aveva, come detto, il volto tumefatto, e il setto nasale fratturato. Altri elementi utili alle indagini degli uomini al comando del colonnello Giuseppe Spina arriveranno dalla comparazione delle impronte digitali.

Sul tavolo dei carabinieri sono finite le testimonianze dei vicini di casa al luogo del ritrovamento. In particolare quella di una donna che sostiene di avere sentito, poco dopo la mezzanotte, un grido di aiuto. L'inchiesta è stata affidata al sostituto procuratore di turno Franca Macchia che ha disposto l'autopsia.

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