Il Lazio “ricostruisce” il suo futuro manifatturiero

Il Piano Industriale di Unindustria e Regione Lazio

Giuseppe Biazzo, presidente di Unindustria
Giuseppe Biazzo, presidente di Unindustria
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Regione Lazio e Unindustria, la Confindustria del territorio, hanno presentato oggi a Roma il nuovo Piano Industriale per il Lazio, frutto di un’analisi coordinata da Giuseppe Russo, direttore del Centro Einaudi. Un progetto ambizioso, nato con l’obiettivo di rilanciare l’economia regionale e affrontare le criticità che ne hanno frenato la crescita negli ultimi vent’anni.

Perché un Piano Industriale?
Come ha sottolineato Giuseppe Biazzo, presidente di Unindustria, il Lazio, pur essendo la seconda regione italiana per Pil (11% del totale nazionale dietro la Lombardia), ha registrato una crescita stagnante negli ultimi due decenni. La manifattura ha perso un terzo del valore aggiunto, e il tessuto produttivo è fortemente polarizzato tra micro e grandi imprese, con un deficit di Pmi. Il Piano nasce per invertire questa tendenza, con l’intento di: Diffondere consapevolezza sulle sfide comuni. Condividere un processo di miglioramento continuo. Definire criteri pratici e misurabili di successo.

La struttura del Piano
Il documento è articolato in tre sezioni fondamentali:
Analisi del contesto: una fotografia dettagliata dell’economia regionale che evidenzia criticità ma anche potenzialità in settori ad alto valore aggiunto.
Attivatori di crescita: quattro categorie di intervento — Territorio, Attrattività, Risorse per lo sviluppo e Competenze — con azioni mirate su infrastrutture, investimenti, regolamenti e valorizzazione del capitale umano e della ricerca.
Key Performance Indicators (Kpi): tre obiettivi chiave da raggiungere in quattro anni:

+190 medie imprese e +1.260 piccole imprese.
+13.000 occupati nei settori ad alta tecnologia.
+7,8 miliardi di esportazioni.

Collaborazione pubblico-privato per la crescita
Il Piano ha già ottenuto il pieno supporto della Regione Lazio, con il presidente Francesco Rocca che ha annunciato interventi concreti come la creazione del Consorzio Industriale del Lazio entro marzo e l’impegno per infrastrutture strategiche come la Roma-Latina. L’assessore Angelilli ha evidenziato, inoltre, la volontà di attrarre investimenti con una piattaforma operativa che verrà presentata a Bruxelles a giugno.

Verso una "Terra d'Impresa"
L’obiettivo finale è quello di fare del Lazio una “Terra d’Impresa”, capace di attrarre talenti, valorizzare le eccellenze e posizionarsi come leader nelle sfide globali di sostenibilità e trasformazione digitale. Con i primi tavoli di lavoro già avviati e un monitoraggio periodico delle misure, il Piano rappresenta un'opportunità concreta per restituire al Lazio un ruolo da protagonista nello sviluppo industriale nazionale ed europeo.

Le dichiarazioni dei protagonisti

Giuseppe Biazzo, presidente di Unindustria: "Siamo convinti che il Lazio abbia tutte le potenzialità per diventare un hub produttivo e tecnologico di primo piano. Questo Piano non è solo un documento, ma un impegno collettivo per ridare forza al tessuto industriale e attrarre nuovi investimenti. Possiamo essere un modello per l’Italia, anticipando le necessità di una politica industriale solida e strutturata".

Roberta Angelilli, vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico della Regione Lazio. "La Regione crede fermamente in questo Piano, e lo dimostriamo con azioni concrete: dal sostegno all’indotto Stellantis con 16 milioni di euro, alla convenzione sul Rome Technopole che firmeremo entro marzo, fino alla piattaforma operativa per l’attrazione degli investimenti che presenteremo a Bruxelles. Lavoriamo per creare un ecosistema favorevole all’impresa, dove la burocrazia si snellisce e le infrastrutture diventano leve di sviluppo. Il Lazio deve tornare ad essere una terra di opportunità, capace di trattenere i talenti e valorizzare il proprio patrimonio innovativo".

Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio. "Abbiamo il dovere di costruire un futuro solido per il Lazio, senza lasciare indietro nessun territorio. Per questo definiremo il Consorzio Industriale del Lazio entro il 31 marzo, unendo le forze per sostenere le imprese e attrarre capitali. Ma serve anche un cambio di mentalità: dobbiamo superare i pregiudizi verso l’industria e valorizzare i luoghi della produzione come motori di ricchezza e innovazione. È inaccettabile che Roma, con la sua enorme capacità attrattiva, abbia un polo fieristico inadeguato.

Dobbiamo lasciar lavorare chi ha competenze, liberando l’impresa dalle ingerenze della politica. E sulla Roma-Latina, dobbiamo essere compatti: questa è l’autostrada della crescita e dobbiamo sbloccarla per il bene di tutta la regione".

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