Tassametro, Pos e corse. Taxi nel mirino dell'Antitrust

L'Agcm chiede informazioni alle cooperative. Possibile la futura apertura di un'istruttoria

Tassametro, Pos e corse. Taxi nel mirino dell'Antitrust
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Tempi d`attesa impossibili, possibilità o meno di utilizzare il Pos per i pagamenti elettronici e uso corretto del tassametro. Si muove l`Antitrust sul settore dei taxi, in un`estate dove nelle più importanti città italiane è emerso il problema della carenza di vetture con l`avvento della stagione turistica. Per ora non è stata aperta alcuna procedura, ma l`autorità garante della concorrenza vuole vederci chiaro e ha inviato una serie di richieste di informazioni. Sono state coinvolte le principali società di radio taxi, le piattaforme per le prenotazioni e i comuni di Roma, Milano e Napoli.

Non è detto che l`autorità guidata da Roberto Rustichelli decida di aprire un`istruttoria, ma certamente il dibattito pubblico sui disservizi per chi intende prendere un taxi ha influito sulla scelta di compiere un approfondimento. Del resto, non è la prima volta che l`autorità garante per la concorrenza e il mercato (Agcm) si occupa del settore taxi: aveva, infatti, detto la sua nel 2019 circa la riforma del settore e, solo un paio di settimane fa, ha aperto una procedura di inottemperanza per la cooperativa romana Radiotaxi 3570. Dal 2018, infatti, l`Autorità le contesta alcune clausole di non concorrenza applicate agli associati, che impediscono loro di prestare una parte della propria capacità produttiva a piattaforme concorrenti per fornire servizi di raccolta e smistamento della domanda nel comune di Roma.

Tornando però all`azione di raccolta informazioni annunciata ieri, che potrebbe durare alcuni mesi, l`Agcm vuole capire quante vetture vengono effettivamente dispiegate per ogni turno, quante corse vengono fatte per taxi, se si rispettano i turni, a quanto ammontano i tempi di attesa, quante richieste rimangono inevase. Oltre a fare chiarezza sul funzionamento del sistema delle licenze «a numero chiuso» e sui dati inviati alle amministrazioni o da queste richiesti per adempiere agli obblighi di verifica della qualità del servizio. Sotto la lente anche statuti e regolamenti delle cooperative sull`uso del tassametro e la corretta funzionalità del Pos, per appurare se effettivamente a tutti gli utenti è consentito pagare con bancomat o carte di credito e come vengono fatti i controlli.

Se l`Antitrust decidesse di aprire un`istruttoria potrebbero esserci sanzioni alle società o cooperative di taxi (che sulla carta arrivano fino al 10% del fatturato) oppure possono essere richiesti degli impegni, ovvero delle azioni per porre rimedio alla dinamica distorsiva della concorrenza. Difficile, però, capire già ora quali potrebbero essere le decisioni del Garante, soprattutto per quanto riguarda i Comuni.

Le principali sigle sindacali dei taxi parlano di «una indagine inutile e strumentale» dal momento che il «servizio taxi» è «fuori da logiche di mercato, con prestazione obbligatoria, tariffa amministrata e priva di algoritmi». L`azione, quindi, sarebbe solo un modo per «tenere torbido il confronto» con il governo per il riordino del settore.

I sindacati dei taxi accusano l`Agcm di non spendere «una sola parola sull'incredibile impennata dei prezzi dei biglietti aerei e ferroviari, sulla strana esplosione del costo del carburante e sui rincari folli che si sono registrati nel comparto dell'ospitalità».

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