"Una materia che non gli compete". È scontro a Bruxelles

Fonti del Consiglio Europeo considerano come "fughe in avanti" le dicharazioni dei giorni scorsi sulla guerra in Israele da parte del presidente della commissione, Ursula Von Der Leyen

"Una materia che non gli compete". È scontro a Bruxelles
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Problema politico oppure semplice problema di competenze: all'interno dell'Ue adesso scoppia il caso sulle prime reazioni, adottate in seno alla Commissione europea, sulla guerra in Israele. Fonti del Consiglio europeo infatti, hanno rivelato dal Lussemburgo che le parole di Ursula Von Der Leyen e di altri membri dell'esecutivo comunitario pronunciate nei giorni scorsi sono apparse fuori luogo. E questo non tanto per i contenuti, quanto per l'appunto per circostanze relative alle competenze dei vari organi europei. La politica estera infatti, hanno sottolineato fonti del Consiglio, non spetta alla commissione europea ma solo agli Stati membri le cui posizioni poi confluiscono all'interno del Consiglio europeo.

I mal di pancia a Bruxelles

Domani proprio per la politica estera Ue sarà un giorno cruciale. Si svolgerà infatti una videoconferenza tra i leader dei 27 che avrà come tema le nuove tensioni in Israele. Non è un caso se i malumori siano usciti proprio alla vigilia dell'incontro. "Gli affari esteri nell'Ue sono una materia che spetta agli Stati membri, sono una competenza del Consiglio", ha sbottato un alto funzionario del Consiglio rimasto anonimo in una dichiarazione ripresa poi dalle varie agenzie internazionali.

Il suo riferimento ha riguardato le parole dei giorni scorsi pronunciate da Ursula Von Der Leyen. In particolare, il presidente della commissione ha subito preso posizione al fianco di Israele subito dopo l'inizio delle tensioni. Circostanza non criticata per i suoi contenuti dal funzionario, bensì perle tempistiche: tra i corridoi dove hanno sede gli uffici dei funzionari del Consiglio, si tiene a ribadire che le uniche vere considerazioni sulla politica estera dell'Ue sono prerogative degli Stati membri e del Consiglio.

Nel mirino dei funzionari sono finite anche le dichiarazioni del commissario Oliver Varhelyi, il quale ha parlato a proposito della possibile sospensione degli aiuti europei all'Autorità Nazionale Palestinese. Gli unici a poter prendere simili decisioni sono i membri del Consiglio europeo, i quali esprimono le decisioni dei 27 Paesi membri. "In politica estera - si legge ancora nella nota - l'organo decisionale supremo dell'Ue è il Consiglio Europeo, che comprende i capi di Stato dei Paesi dell'Ue e dei governi. La maggior parte delle decisioni in materia di politica estera e di sicurezza richiede il consenso di tutti i Paesi dell'Ue".

La posizione su Israele

Soltanto domani quindi si potranno sapere le posizioni ufficiali dell'Ue sulla nuova guerra che sta interessando il medio oriente. Posizioni che, secondo quanto dichiarati dai vari governi dei Paesi membri, non dovrebbero comunque divergere da quelli espressi dalla Commissione. L'Europa dovrebbe infatti appoggiare Israele, un punto sul quale tutti i 27 potrebbero convergere nelle dichiarazioni finali.

Diverso invece il discorso sulla possibile sospensione degli aiuti all'Anp.

Non tutti i governi sarebbero d'accordo, almeno nelle modalità paventate dalla commissione europea. Una decisione verrà presa nel corso della riunione di martedì, a cui parteciperà anche l'alto rappresentante per la politica estera Ue, Josep Borrell.

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