
Incapacità parziale di intendere e volere: è questa la valutazione finale della perizia psichiatrica su Riccardo C., il 18enne che nella notte fra il 31 agosto e il primo settembre scorsi in una villetta di Paderno Dugnano, nel Milanese, ha ucciso con 108 coltellate il padre, la madre e il fratellino di 12 anni. All'epoca il ragazzo era minorenne. La perizia, disposta dal gip per i minorenni di Milano, Laura Margherita Pietrasanta, era affidata allo psichiatra Franco Martelli. Il vizio parziale di mente al momento della strage, se sarà riconosciuto nel processo abbreviato che parte ad aprile, garantirebbe all'imputato una riduzione della pena.
«Pur non entrando nel merito delle relazioni, che sarà valutato nelle opportune sedi - spiega il difensore, l'avvocato Amedeo Rizza - è stato accertato che il malessere di cui parlava Riccardo ha trovato conferma nella perizia e nella consulenza». Una consulenza della difesa aveva dichiarato per il 18enne un'incapacità di intendere e volere totale. Da quanto è emerso, il perito del giudice scrive che il giovane viveva sospeso tra «realtà e fantasia» nella convinzione che, come aveva detto dopo l'arresto, cancellando la sua vita precedente sarebbe riuscito a liberarsi dal proprio disagio e a raggiungere «l'immortalità». Riccardo voleva fuggire nel proprio mondo fantastico, inteso come rifugio, e si era convinto che per questo doveva liberarsi di tutti gli affetti. Aveva messo a verbale che il suo «malessere» durava da tempo, ma che si era acuito in estate, e di sentirsi «estraneo» rispetto al mondo. «Volevo essere immortale, uccidendoli avrei potuto vivere in modo libero», aveva detto cercando di spiegare una strage senza un vero movente. Nelle relazioni degli psicologi che si sono occupati del ragazzo, e che sono allegate agli atti, si spiega che lui ha riportato di un «clima relazionale percepito come critico e competitivo».
Il contenuto della perizia, quello della consulenza difensiva e quello della consulenza della Procura, sarà discusso nel merito durante la prossima udienza del processo con il rito abbreviato (che già prevede uno sconto di pena). I nonni e gli zii del giovane sono sempre rimasti al suo fianco dopo il delitto. Lo scorso ottobre su richiesta della difesa il gip, anche a seguito delle indagini dei carabinieri coordinate dai pm per i minori Sabrina Ditaranto e Elisa Salatino, aveva affidato a Martelli, specialista in psichiatria e in criminologia clinica, l'incarico per l'accertamento in incidente probatorio sul giovane, che è detenuto nel carcere minorile di Firenze. La perizia è stata depositata il 14 marzo. La difesa ha nominato un consulente di parte, lo psichiatra Marco Mollica, che nel proprio elaborato ha appunto concluso per un vizio totale di mente.
Il giovane aveva sterminato genitori e fratello, dopo che si erano addormentati, la notte successiva alla festa in
famiglia per il compleanno del padre. È accusato di omicidio volontario pluriaggravato, anche dalla premeditazione. Il primo a essere colpito è stato il fratellino, su cui è stata sferrata la maggior parte delle coltellate.
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