Gli alpini con la Meloni ritornano "al governo" dopo accuse e calunnie. E la premier rilancia la leva volontaria

È un'altra pagina rispetto a quella che un anno fa aveva travolto e macchiato gli Alpini con le polemiche e le accuse di molestie

Gli alpini con la Meloni ritornano "al governo" dopo accuse e calunnie. E la premier rilancia la leva volontaria
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È un'altra pagina rispetto a quella che un anno fa aveva travolto e macchiato gli Alpini con le polemiche e le accuse di molestie. E la scrive la premier Giorgia Meloni che sceglie di andare a Udine alla 94esima adunata nazionale delle penne nere, definiti «uomini e donne del fare». Con lei il ministro della Difesa Guido Crosetto: «Centinaia di migliaia in persone che hanno in comune quello che il cappello di Alpino rappresenta, il darsi agli altri. Una parte d'Italia di cui siamo fieri». Arriva anche il presidente del Senato Ignazio La Russa: «Non è una novità, il mio cuore batte con quello degli uomini e delle donne con le stellette e gli Alpini hanno un posto speciale in questo amore per le forze armate».

Il governo e lo Stato presenti con le più alte cariche per testimoniare, dice la presidente, la vicinanza alla «bella famiglia» degli Alpini, del tutto riabilitati rispetto alle vicende di Rimini. Meloni indossa un cappello alpino da generale, mentre dal palco d'onore assiste alla sfilata che definisce «una delle rappresentazioni più straordinarie di cosa sia l'amore di Patria». All'adunata ci sono 80mila persone, secondo le stime dell'Ana, venute da tutta Italia e dall'estero. «È un filo conduttore quello che mi porta qui a Udine, dopo l'incontro con Papa Francesco e con il presidente Zelensky: la natalità per costruire l'Italia del futuro, la libertà per l'Europa di oggi e di domani - dice - Sono valori che fanno parte del patrimonio ideale e materiale degli Alpini e per me è un onore partecipare all'adunata». È in questa cornice che la premier apre all'ipotesi della leva volontaria: «Sicuramente è un tema che si può affrontare come ipotesi alternativa al servizio civile».

Il presidente del Senato conferma a stretto giro: «I colleghi in Senato», annuncia La Russa, a breve presenteranno un ddl. L'obiettivo è «rimpinguare anche le associazioni d'arma, che senza la leva vanno naturalmente invecchiando fino a esaurimento - precisa - e nello stesso tempo consentire a tanti giovani che lo desiderano di far parte delle forze armate, esprimere il loro desiderio di onorare la patria con un servizio quanto meno di un certo breve periodo di tempo su base volontaria». Di piccola leva o «servizio civile obbligatorio» parla anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, «per avvicinare i giovani alle istituzioni».

La Russa ha voluto salutare al palco d'onore Paola Del Din, 99 anni, medaglia d'oro al valore militare. È la partigiana citata nella lettera della premier Meloni scritta in occasione del 25 aprile. Durante la Resistenza combatteva con le Brigate Osoppo: «Gli ho detto che io sono sempre per l'Italia, a me va bene chi fa le cose fatte bene. A me della politica non importa. Le donne devono essere all'altezza. Meloni non la conosco, ma il carattere mi sembra che ce l'ha», ha detto Del Din.

Il bilancio dell'Adunata non riporta segnalazioni di disagi o problemi, a conferma della linea dura annunciata dall'inizio, con lo striscione «tolleranza zero» affisso in municipio. «Questa adunata è andata molto bene e voglio ribadire con forza che sporcare il nome degli Alpini vuol dire sporcare il nome dell'Italia», dice il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga.

Con un messaggio su Facebook interviene sulla leva volontaria anche il ministro Matteo Salvini: «Oltre ad essere un orgoglio italiano sono anche un simbolo di servizio civico e responsabilità da trasmettere alle nuove generazioni.

Per questo, c'è un progetto di legge della Lega per offrire la possibilità di un servizio militare o civile universale a ragazze e ragazzi fino ai 26 anni - sia attraverso una formazione militare di base e specialistica, che con un'esperienza nell'ambito della Protezione Civile e del Soccorso Pubblico - garantendo il mantenimento del posto di lavoro e riconoscendo il servizio svolto in ambito lavorativo e di studio. È una scelta di solidarietà e impegno pubblico, oltre che una straordinaria esperienza di vita».

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