La baraccopoli è sgomberata Ma i migranti non se ne vanno

a Cutrupi

Rosarno (Rc) Mille uomini in assetto antisommossa, un centinaio di ruspe, circa 300 militari e vigili del fuoco per smantellare quel che resta della tendopoli di San Ferdinando. Iniziano all'alba i lavori di sgombero della «vergogna africana», l'area dove i migranti che lavorano come braccianti nelle terre della piana di Gioia Tauro avevano trovato posto in questi anni.

Il lavoro di demolizione procede a step. Squadre di soldati verificano un'ultima volta che all'interno non ci sia nessuno e che siano state rimosse eventuali lastre di eternit. Quindi le baracche vengono «segnate» con una X ed a quel punto i mezzi meccanici entrano in azione. Un gruppo di circa cento migranti assiste alla demolizione. Rifiutano sia il trasferimento nella tendopoli gestita dal Comune a poche centinaia di metri, sia il trasferimento nei centri Cas e Sprar della Regione. Secondo i numeri ufficiali 73 richiedenti asilo sono già nei Cas e nel Siproimi (ex Sprar) sparsi in Calabria. Altre 274 persone sono nella nuova tendopoli attrezzata, ci sono ancora altri 150 posti circa, riferiscono fonti del Viminale, sottolineando che «la tendopoli ha servizi igienici e sanitari e consente una vigilanza continua. Serve per assicurare un rifugio civile agli stranieri regolari che intendono restare lì per non allontanarsi dal luogo di lavoro».

Le operazioni di sgombero proseguono tutto il giorno: «Sta andando tutto come previsto l'operazione di sgombero e soprattutto la collocazione dei migranti nelle strutture, a cominciare dalla nuova tendopoli, messe a disposizione dall'organizzazione coordinata dalla Prefettura e della Questura di Reggio Calabria», dice il prefetto di Reggio Calabria Michele di Bari giunto nella baraccopoli di San Ferdinando nel primo pomeriggio mentre sono ancora in corso le operazioni di abbattimento. «Si sta coniugando - ha aggiunto - il concetto di legalità a quello di umanità. Alla fine penso che ci saranno più posti di quanti ne servono per accogliere tutti, tranne i casi singoli che si presenteranno e che verranno gestiti dai funzionari addetti». Subito dopo il rappresentante del Governo tiene un vertice operativo con i vertici delle forze dell'ordine.

A tarda sera circa la metà della baraccopoli è già stata abbattuta.

Ma nonostante questo circa 300 persone anche la notte scorsa hanno deciso di passare la notte nell'ex baraccopoli. Oggi, i lavori di sgombero proseguono per cancellare quello che resta dell'ormai ex «vergogna africana».

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