Basta finta pace: subito crisi e le urne

Basta finta pace: subito crisi e le urne

Che senso ha perseverare nella finzione? Nella migliore delle ipotesi, la prospettiva del governo è questa: traccheggiare ancora qualche mese grazie agli escamotage da azzeccagarbugli dell'avvocato Conte sulla Tav, sacrificare quel po' che resta della credibilità e del risparmio italiani, scavallare le elezioni europee per poi prendere ufficialmente atto che la convivenza tra grillini e leghisti è impossibile e andare ad elezioni nel pieno della sessione di bilancio più delicata degli ultimi anni. Delicata perché già gravata da una trentina di miliardi. Delicata perché, dopo quest'anno orribile, rappresenterà l'ultima chance per convincere investitori internazionali e mercati finanziari a non dare definitivamente per persi il Belpaese e il suo popolo.

Altro che prima gli italiani, altro che tutela dell'interesse nazionale: sarebbe una colpa incancellabile. Salvini e Di Maio hanno il dovere della chiarezza ed è ormai chiaro a tutti che questo governo senz'anima politica non può durare. È già in crisi, crisi irreversibile; la sua è la luce delle stelle morte. Leghisti e grillini lo sanno, ma intendono tenerlo in vita artificialmente per poter arrivare alle europee del 26 maggio esibendo ai rispettivi elettorati quel reddito di cittadinanza e quella quota cento destinati ad inabissarsi insieme all'esecutivo che li ha varati. Si tratta di un inganno. Una presa in giro degli elettori. Un segno di cinismo che danneggerebbe ancor più di quanto non sia già stato fatto la nostra povera e frastornata Italia. Si finirebbe infatti per votare in autunno, cioè nel pieno della sessione di bilancio, e l'incertezza politica che ne deriverebbe rappresenterebbe la mazzata finale all'interesse nazionale. Staccare la spina subito e attrezzarsi per elezioni politiche non oltre il 9 giugno è il minimo che si possa fare per dare al Paese almeno la speranza di una stabilità futura. Si capisce che a resistere sia Di Maio, che con il governo perderebbe anche il ruolo di «capo politico». Non si capisce, invece, la mollezza di Salvini.

Non vuole dare retta a Forza Italia? Dia retta al guru sovranista Steve Bannon, secondo il quale l'approccio all'economia del Movimento 5stelle «manderà in fallimento le casse pubbliche in meno di due anni». Se Salvini si assume la responsabilità di aprire la crisi subito, la colpa delle disastrose politiche economiche ricadrà sui grillini. Se tarda, sarà tutta colpa sua.

Andrea Cangini
*senatore di Forza Italia

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