Brosio: "Vicka è onesta Non si vieta la preghiera"

Il giornalista-pellegrino: "La statua le era stata regalata da gente di Treviso. Mi chiedo a chi giovi questa storia"

Brosio: "Vicka è onesta Non si vieta la preghiera"

«Le fonti che ho io dicono cose diverse da quelle che anticipa il settimanale Chi ». Alla notizia dei sospetti sulla prima dei veggenti, quella Vicka Ivankovic che conosce da anni, fa scattare Paolo Brosio come una molla. «Mi trovi sul pezzo, ti rispondo proprio da Medjugorje. Il fenomeno della statua che s'illumina è iniziato il 23 settembre 2013. Io sono arrivato due giorni dopo, unico giornalista italiano in mezzo a colleghi delle tv francesi, tedesche, austriache, croate. Bisogna chiedersi: a chi giova questa storia?».

Come ti sei risposto?

«La casa della famiglia dei veggenti ormai è un museo. C'è un pellegrinaggio continuo. La statua è stata regalata a Vicka da gente di Treviso reduce da Lourdes. Lì nessuno fa vigilanza, chiunque può entrare, uscire...».

D'accordo, però ora si parla di ombre su Vicka...

«Ombre su Vicka non ce ne sono. È una persona di grande onestà intellettuale e morale, di profondissima preghiera e di carismi straordinari. Vive in una casa modesta con suo marito e i suoi due figli. Sono persone molto semplici. Per trovare un po' di tranquillità sono stati costretti ad allontanarsi da Medjugorje».

La statua della Madonna sarebbe dipinta con vernice fosforescente.

« Chi avrà le sue fonti. Rispetto il lavoro dei colleghi. Anch'io volevo capire e sono venuto qui, non certo per accreditare miracolismi. O si tratta di un inganno contro Medjugorje e la famiglia di Vicka oppure è davvero un evento straordinario. La notizia c'è in entrambi i casi. Una cosa è certa: Vicka e la sua famiglia non avevano bisogno di promuovere nuove manifestazioni».

Chi ha fatto le verifiche sulla statua?

«Una commissione mista di periti elettronici, periti elettricisti e docenti universitari di Spalato, Mostar e Vienna».

Perché non si hanno i risultati?

«Le commissioni religiose hanno i loro tempi. Ci vogliono mesi, anni».

La statua è stata prelevata dalle autorità ecclesiastiche e non è stata più restituita.

«È stata prelevata il 27 o 28 settembre 2013, quando ormai c'erano dieci ventimila persone. Sono stati i fratelli di Vicka, piuttosto scettici, a portarla alle autorità. È stata la famiglia stessa a voler fare chiarezza. La gente andava a pregare la madonnina anziché andare in chiesa».

Il vescovo di Anagni Alatri diffida i devoti a riunirsi a Fiuggi in preghiera con Vicka.

«Ho letto. Un vescovo che impedisce a dei devoti di andare a pregare, fa molto pensare. Poche settimane fa nella diocesi di Palestrina si sono riunite con Vicka diecimila persone. È solo uno dei tanti raduni degli ultimi mesi. No, tra i due fatti non vedo collegamento».

C'erano già le apparizioni. Secondo te la Madonna aveva bisogno di manifestarsi anche attraverso una statua che s'illumina?

«Ma no. Comunque Dio può fare ciò che gli pare. Dio permette lo straordinario per avvicinare gli scettici e portarci a pregare».

Ci sono state altre illazioni sui veggenti. Si diceva che si sono arricchiti attraverso il fenomeno delle apparizioni. Come mai sono così chiacchierati?

«A Medjugorje il primo supermercato è stato aperto nel 2005. Adesso è esplosa la città, arrivano milioni di pellegrini in un paesino di tremila abitanti. Hanno fatto la fame fino a cinque, sei anni fa. Qui c'è stata la guerra. Medjugorje è un fenomeno mondiale. È chiaro che dovevano ospitare queste ondate di pellegrini. Si son fatti la pensioncina, il ristorante. Si sono sposati. Siamo più tranquilli se si vestono come pastorelli?».

Per quando è atteso il pronunciamento di Papa Francesco? Che in qualche accenno non è parso simpatizzante di Medjugorje.

«Non credo. Ha fatto un'uscita così: la Madonna “non è un capufficio della posta”.

Per me si riferiva ai falsi veggenti che spuntano un po' ovunque.

La risposta è nel vangelo: l'attendibilità di questi fenomeni si distingue dai frutti. E i frutti di Medjugorje - conversioni, vocazioni, devozione - sono straordinari».

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