Il centrodestra unito ha fretta di vincere. "La sinistra ha paura, con noi al governo nuova aria di libertà"

Il messaggio dei leader: insieme guideremo il Paese per cinque anni. Meloni: ci teme chi ha capito che sta per perdere il potere, faremo la riforma presidenziale. Salvini: a Bruxelles, Parigi e Berlino si mettano il cuore in pace.

Il centrodestra unito ha fretta di vincere. "La sinistra ha paura, con noi al governo  nuova aria di libertà"

Roma. «L'Italia della sinistra sta per finire. Governeremo insieme e lo faremo per cinque anni». È un messaggio di unità e di prospettiva quello che parte da Piazza del Popolo, pronunciato quasi all'unisono dai quattro leader presenti. Una promessa corale e un impegno preso di fronte alla platea degli elettori: qualunque operazione di disturbo non avrà successo, il voto degli italiani sarà rispettato.

«L'Italia è migliore dei governi di sinistra che ha avuto in questi anni. La sinistra sta lì a blaterare che tutti hanno paura, ma gli unici che hanno paura sono loro perché hanno capito che sia per finire il loro sistema di potere», scandisce Giorgia Meloni. «Noi siamo pronti, fino all'ultimo voto per restituire libertà e orgoglio a questa nazione. Dicono che i mercati, l'Europa, i cantanti, gli attori e gli influencer di TikTok sono preoccupati di una vittoria del centrodestra. Non ci interessa cosa dicono. A noi interessa cosa pensano gli italiani».

Il leit motiv della «grande paura» ricorre spesso nel discorso della leader di Fratelli d'Italia. «Qui intorno si respira aria di libertà. Dicono che il circolo del golf di Capalbio è molto preoccupato. Che facciamo paura. Ma a chi? Facciamo paura solo a chi teme di perdere il potere, non certo agli italiani. Abbiamo dimostrato di non essere sprovveduti come il mainstream sperava che fossimo. Grazie per aver dimostrato che dalle nostre parti la politica è amore e non è odio, non è una crociata contro i propri avversari ma è fatta di proposte concrete».

La richiesta, dunque, è quella di serrare le file e dare al centrodestra la forza di fare davvero le riforme. «Se gli italiani ci daranno i numeri faremo comunque la riforma in senso presidenziale dello Stato. Grazie a chi è qui, alle persone che non hanno creduto alle menzogne della sinistra, non hanno risposto a tante provocazioni subite in questa campagna elettorale. Il terreno più congeniale della sinistra, da sempre, è il fango e hanno provato a trascinarci in una lotta nel fango. Di fronte alla democrazia la sinistra ha perso la testa. È rabbiosa e violenta perché teme di perdere il suo consolidato sistema di potere».

La leader di Fratelli d'Italia si concentra sul tentativo di costruire, con ogni mezzo, una sorta di conventio ad excludendum contro la destra italiana. «Il refrain di questa campagna è stato: non basta vincere le elezioni per avere il diritto di governare. Sono arrivati a mobilitare intellettuali d'Oltralpe per dire che non sempre le scelte dei cittadini vanno rispettate. In pratica se vinci le elezioni e non sei del Pd non hai il diritto di governare. Se perdi le elezioni ma sei del Pd hai il diritto di governare. Ma noi ci siamo e siamo pronti a governare e a farlo per cinque anni».

E se Silvio Berlusconi sottolinea che «l'Italia vuole essere governata dal centrodestra», Maurizio Lupi tira fuori le unghie. «Mi hanno detto in piazza devi essere meno moderato, più populista. Ma ci hanno un po' rotto nel mettere il centrodestra tra i populisti in contrapposizione con i moderati» dice il leader di Noi moderati. E spiega: «Dire che una famiglia è il pilastro della società, che ogni giovane ha diritto a un'educazione, a una scuola dignitosa, dire che ogni famiglia ha la libertà di poter scegliere è amare il popolo o essere populisti? Basta con queste contrapposizioni».

Matteo Salvini si attesta sulle stesse frequenze e promette alla piazza: «Si mettano l'anima in pace a Bruxelles, Parigi o Berlino. Votate voi, votano gli italiani. Vogliamo governare bene e insieme per cinque anni. La sinistra è divisa e litigiosa, da noi ci sono dimostrazioni di maturità. Da là portano solo critiche e insulti». Il leader della Lega tocca tutti i temi a lui più cari, dal caro bollette al no allo ius scholae, alla necessità di non svendere la cittadinanza italiana. Torna a promettere l'abolizione del canone Rai in bolletta, così se «Fabio Fazio vuole farsi i suoi comizi, li farà a sue spese».

E poi chiude ragionando sulla via crucis giudiziaria vissuta per aver provato a fermare gli sbarchi e aprendo uno spiraglio sul suo futuro: «Oggi sono qui a 49 anni e per aver cercato di bloccare le navi che arrivavano illegalmente in Italia, in base al mandato dato dagli italiani, rischio 15 anni di carcere. Ma l'ho fatto con convinzione. E, signori, non vedo l'ora di tornare a farlo».

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