Costo delle materie prime ancora alle stelle. L'inflazione adesso spaventa tutta l'Europa

I falchi del Nord chiedono alla Bce un giro di vite. Che per ora non arriva

Costo delle materie prime ancora alle stelle. L'inflazione adesso spaventa tutta l'Europa

L'inflazione buca le tasche delle famiglie europee. Costrette a ingurgitare quel mix indigesto composto dai rincari delle quotazioni dell'energia e dai colli di bottiglia nella catena degli approvvigionamenti che pesa come un macigno anche sulle imprese. Se la Bce non si distacca dal mantra sulla transitorietà del fenomeno, come ripetuto dal capo economista Philip Lane, Eurostat ci racconta un'altra storia, meno edulcorata. È la narrazione per cifre del nostro scontento di consumatori, di chi vede lievitare i prezzi come palloncini. A dicembre, il carovita è salito nell'eurozona al 5% su base annua, dal 4,9 del mese prima, prendendo in contropiede gli economisti che mettevano in conto una discesa al 4,7 per cento.

Ma con il petrolio stabilmente sopra gli 80 dollari il barile e il gas a danzare fra i 90 e i 100 dollari al MWh, con un'oscillazione indotta legata alle tensioni fra Russia e Ucraina e alla crisi in Kazakhstan, è difficile immaginare a breve una ritirata dell'inflazione se non si riuscirà a cambiare i criteri dei prezzi finali, attualmente fissati con la formula spot che non consente rinegoziazioni. Greggio e metano, rincarati l'anno scorso di un 26%, sembrano destinati a restare ancora a lungo i convitati di pietra al tavolo dell'inflazione. E, forse, a determinare gli orientamenti della banca centrale, dove i falchi giudicano da tempo insostenibile l'aumento dei prezzi e chiedono perciò di riportare la politica monetaria nel solco dell'ortodossia. Il carovita morde infatti soprattutto in Germania (5,7%), Olanda (6,4%) e Belgio (6,5%), i Paesi che all'interno del board della Bce non sono mai stati concilianti con le strategie accomodanti di Mario Draghi prima e poi con quelle ultra-espansive, causa Covid, di Christine Lagarde. L'istituto di Francoforte usa però come benchmark per misurare l'andamento dell'inflazione un paniere che esclude carburanti e alimentari, il cui andamento mostra prezzi in salita a dicembre al 2,6%, un livello considerato ancora accettabile e che secondo la Bce dovrebbe scendere nel corso del 2022.

È ciò che si augurano anche gli italiani. Sebbene l'inflazione al 4,2% sia sotto alla media Ue, sono in arrivo questo mese vere e proprie stangate con le bollette di luce e gas, anche se le stime degli esperti non concordano sull'ammontare dei rincari. Si va da un minimo del 42% fino a un massimo del 61% per il metano e da un minino del 45 a un picco del 55% per l'elettricità.

La differenza nelle percentuali è legata a calcoli che tengono conto, o meno, di eventuali e ulteriori interventi di parziale sterilizzazione degli aumenti da parte del governo, in particolare quello annunciato ma non ancora attuato che vale 3,8 miliardi di euro, da sommare ai cinque miliardi già messi a disposizione. In ogni caso, il salasso previsto per quest'anno non dovrebbe discostarsi di molto dai 1.000 euro.

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