"Edith non esiste più". Uccide la figlia di 2 anni dopo la lite con il marito

La piccola soffocata, poi la donna chiama l'ex compagno e tenta il suicidio: ricoverata

"Edith non esiste più". Uccide la figlia di 2 anni dopo la lite con il marito

«Nostra figlia non esiste più»: una confessione oppure una disperata richiesta di aiuto, prima di tagliarsi con un coltello e perdere i sensi. Patrizia Coluzzi, 41 anni, ha pronunciato questa frase al telefono con il marito da cui si sta separando. E si riferiva alla figlia di due anni, trovata morta accanto a lei dai carabinieri che sono intervenuti dopo l'allarme dato dall'uomo. La 41enne, finita in ospedale, non è stata formalmente fermata per omicidio. Anche se la prima ipotesi degli investigatori è che sia stata lei a uccidere la bimba, forse soffocandola.

Poco dopo l'una della notte tra domenica e lunedì i carabinieri della Compagnia di Abbiategrasso sono arrivati in casa della donna a Cisliano, piccolo centro dell'hinterland milanese. La porta era chiusa dall'interno e sono dovuti entrare forzando una finestra. La piccola era già morta, stesa nel letto di fianco alla mamma che era priva di conoscenza. Patrizia Coluzzi aveva ferite alle braccia, non gravi, che si era auto inflitta. È stata portata all'ospedale di Magenta, dove è piantonata dai militari. Non è in pericolo di vita ed è risultata negativa ai test tossicologici. È in stati di choc, gli inquirenti non hanno potuto ascoltarla. Le indagini, coordinate dal pm di Pavia Roberto Valli e dal procuratore Mario Venditti, sono affidate ai carabinieri di Abbiategrasso e del Nucleo investigativo di Milano. Gli investigatori, dopo aver fatto i primi accertamenti, hanno riferito gli esiti alla Procura. Non è stato preso alcun provvedimento a carico della 41enne, per ogni iniziativa si aspetta l'autopsia sulla piccola che è fissata per questa mattina. D'altra parte non c'è pericolo di fuga. Il medico legale che ha effettuato l'esame preliminare sulla bimba non ha riscontrato segni evidenti di violenza, né di una morte causata da qualcuno. Non si è potuto quindi esprimere con certezza sul motivo del decesso o sull'ipotesi di infanticidio (a discapito di una morte accidentale o di un malore). Patrizia in quel momento era sola in casa con la bambina. Ha anche due figli nati da un precedente matrimonio, in affido congiunto con l'ex e che si trovavano con il padre. La separazione dal nuovo marito era problematica, fatta tra l'altro di accuse e contro accuse. La donna lo aveva denunciato tre volte per maltrattamenti, anche se in almeno due occasioni dopo gli accertamenti iniziali non c'era stato alcun seguito giudiziario. Mentre il coniuge l'aveva a propria volta denunciata a novembre scorso per sottrazione di minore.

La situazione burrascosa e la sofferenza della donna si rispecchiavano anche nei suoi post sui social. In alcuni esprimeva profondo amore per la figlia, in altri rabbia contro il marito e non solo. In un testo postato proprio domenica sera Patrizia si sfogava: «Una bella persona non insulta moglie e bambini. Una bella persona non tradisce la sua compagna (...). Una bella persona non percuote e picchia nessuno (...). Caro marito, vai a denunciami ancora per calunnia e diffamazione. Denunciami ancora per sequestro di minore. Edith è la mia bambina. Non vi è alcuna calunnia. Purtroppo è vita reale».

Ancora: «Grazie alle forze dell'ordine e alla Procura di Pavia per aver ridicolizzato una storia di abusi e violenze in maniera errata. Denunciate donne. Siete comunque giudicate da un mondo omertoso a coprire gli orrori. Solo da morte verrete chiamate vittime. Altrimenti siete solo delle povere pazze».

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