Foto ricordo col re degli insulti

Foto ricordo col re degli insulti

“Solo una foto, non pensavamo venisse strumentalizzata per associarci ai poteri forti”. Lascia basiti leggere la pezza che il capo branco, Mattia Santori, cerca di mettere dopo che si è infiammata la polemica per la gita dei pesci piddini alla corte dei Benetton. Ebbene, se fanno fatica a capire cosa disturba di quella foto che li ritrae sorridenti con Luciano Benetton e Oliviero Toscani alla “Fabrica”, il centro di “sovversione culturale” di Treviso, proviamo a farglielo capire sommessamente qui, nel loft. Non che crediamo possa servire a qualcosa ma ci proviamo rinfrescandogli la memoria su quanto siano false le loro campagne contro l’odio se poi vanno a braccetto con il re dell’odio e degli insulti.

Non più di qualche mese fa Toscani è stato condannato a risarcire una discreta somma a Matteo Salvini per le ingiurie che gli va dicendo dietro. In quel caso si è trattato di una intervista rilasciata nel 2014 alla Zanzara. Già allora il fotografo dava di matto contro il leader leghista. Diceva: “Salvini fa i pompini, va benissimo per quello. A chi li fa? Salvini fa i pompini ai cretini, fa anche rima”. E ancora: “Prende per il culo chi vota”. Da allora ci deve aver preso gusto tanto che gli insulti sono aumentati di intensità e virulenza. Il culmine è arrivato quando, dopo le elezioni del 2018, il leader del Carroccio è arrivato al governo con i Cinque Stelle. “È stato eletto da una maggioranza di coglioni, di gente che non ha più la sensibilità umana”, ha detto l’anno scorso ai microfoni di Morning Show su Radio Café. E, poi, in un’altra occasione (sempre da Giuseppe Cruciani) si è messo a sproloquiare contro la Lega, un partito che “non è un partito, ma diarrea”.

Credete di aver sentito tutto? Macché. Al limite non c’è peggio. Perché, se a Salvini ha dato (in occasioni diverse) del “mentecatto”, del “nemico dell’Italia”, del “poverino” e addirittura della “scorreggia”, contro Giorgia Meloni ha detto (se possibile) ancora di peggio. “Lei è una poveretta, una ritardata”, ha inveito nel 2018, ancora una volta alla Zanzara. “È brutta e volgare”, ha poi continuato spiegando che gli “dà fastidio l’estetica” della leader di Fratelli d’Italia. “È fastidiosa. Mi dà fastidio e tutto ne risente”. Lui, dopotutto, ce l’ha profondamente con tutti quanti i sovranisti. “Mi stanno sui coglioni quelli che fanno i nazionalisti – va in giro a dire – sono quattro coglioni”. La sinistra lo ha sempre coccolato e nessuno si è mai sognato di fargli notare che quello che sparge in giro ogni volta che gli danno in mano un microfono è puro odio. Odio senza contraddittorio. Quando lo hanno incontrato, nemmeno le sardine glielo hanno fatto notare. Anzi. Proprio loro, che scendono in piazza contro l’odio, si sono fatti fotografare sorridenti al suo fianco. Per poi dire: che male c’è?

Niente, per carità.

Rientra nel cliché di questi pesci che giocano a contestare in piazza il potere costituito e, poi, si fanno manovrare da quegli stessi poteri forti che da sempre manovrano la sinistra italiana. Niente di nuovo sotto il sole. Ma è sempre bene tenerlo a mente.

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