Il giustizialismo non serve contro un governo di inetti

Il giustizialismo non serve contro un governo di inetti

«Se l'opposizione avesse voglia di fare il suo mestiere, un'eventuale mozione di sfiducia potrebbe diventare deflagrate». Lo ha scritto su La Stampa un attento osservatore politico, Marcello Sorgi, ovviamente riferendosi al caso Siri. Sì, forse. Forse, se Forza Italia presentasse una mozione di sfiducia individuale ai danni del sottosegretario leghista indagato per corruzione i grillini non la voterebbero e questo potrebbe indurre Salvini a staccare la spina di quel perverso macchinario di potere che tiene artificialmente in vita il governo. Forse. Ma, quand'anche fosse, è davvero questo il «mestiere» dell'opposizione? Cedere alla deriva giustizialista, omologarsi al «dagli alla Casta» imperante, rinnegare decenni di solitaria insistenza sul principio della presunzione di innocenza: varrebbe la pena di buttare tutto alle ortiche per incassare, forse, una crisi di governo? Personalmente, credo di no. Credo che mai come oggi il Paese abbia bisogno di Forza Italia proprio per quello che Forza Italia rappresenta. Per la sua aderenza ai principi liberali, per la sua strenua battaglia in difesa del realismo e della Politica contro il qualunquismo e contro quei poteri interni e internazionali che con effetti esponenziali da decenni ne comprimono gli spazi. Approfittare dell'avviso di garanzia ad Armando Siri sarebbe una scorciatoia; una scorciatoia che ci infilerebbe in un vicolo cieco. Ci ridurremmo come il Pd, senza più cultura né coerenza politica. Ci ridurremmo come quei grillini che chiedono la testa di Siri per un avviso di garanzia, ma che quando il governo si andava formando fingevano di ignorare che il non ancora sottosegretario avesse patteggiato una condanna per bancarotta fraudolenta. Non c'è bisogno di un'inchiesta giudiziaria per capire che la Raggi è inadeguata al ruolo che ricopre. Non c'è bisogno di un'inchiesta giudiziaria per giungere alle medesime conclusioni sul governo gialloverde. Divisi su tutto, proiettati solo sul proprio «particulare», indifferenti ai bisogni dell'Italia. Il governo non cadrà per il caso Siri, il governo cadrà perché ha fallito.

Perché Di Maio e i suoi ministri sono incapaci e perché Salvini ha danneggiato l'Italia delegando ai grillini, sulla base di un calcolo tanto cinico quanto sbagliato, la politica economica. Altro che i 30mila euro di Siri...

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