I tre Oleksandr guidano Kiev alla (difficile) controffensiva

Tarnavsky, Komarenko e Syrsky sono gli uomini schierati da Zelensky: "Mi fido di loro, mettiamo i russi all'angolo"

I tre Oleksandr guidano Kiev alla (difficile) controffensiva
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«Fuoco e manovra, fuoco e manovra. È quasi un mantra, e lo urlo di continuo ai miei uomini. Più ne uccidiamo ora, meno lavoro ci troveremo a dover svolgere durante la fase finale della liberazione». Il generale di brigata Oleksandr Tarnavsky è uno dei tre comandanti a cui Zelensky ha affidato le speranze di riscatto. In Ucraina viene descritto come un uomo freddo e schivo, amante degli scacchi e grande tifoso dello Shakhtar Donetsk. La sfida più importante della sua vita non prevede però cavalli o alfieri, ma tanti pedoni che sappiano dare scacco matto allo zar di Mosca. «Non possiamo avere pietà dei russi - racconta - se facciamo concessioni oggi, domani non ci sarà più l'Ucraina. Non rinunceremo a un solo metro della nostra terra».

La catena di comando della controffensiva è composta da un triumvirato di generali che condividono lo stesso nome di battesimo. Tarnavsky dirige le operazioni assieme a Oleksandr Komarenko, capo del dipartimento operativo delle forze di terra e a Oleksandr Syrsky, comandante generale delle forze armate. Valerij Zaluzhny è stato rimosso dal controllo operativo e da una settimana supervisiona il lavoro direttamente dall'ufficio presidenziale. Mosca sostiene invece che sia caduto in disgrazia e che non faccia più parte della cerchia degli amici di Zelensky. Ipotesi che potrebbe avere un suo fondamento osservando la foto pubblicata ieri dai media di Kiev, dove si vede il presidente partecipare a un summit militare assieme ai tre Oleksandr, ma senza Zaluzhny. Il triumvirato ha condotto l'esercito a incunearsi nella prima linea di difesa russa, ma i risultati sono fino ad ora marginali. Le truppe avanzano di 1,5 km a Bakhmut, costringendo gli invasori ad abbandonare posizioni, e a Kuibyshevsky (Donetsk). Sui fronti di Zaporizhzhia (dove è arrivato Kadyrov con i suoi miliziani) e Melitopol i progressi sono stati invece più lenti nonostante 17 blitz aerei. Kiev avrebbe perso circa 300 uomini, 900 i russi. Zelensky si dichiara soddisfatto dei tre comandanti, «mi fido di loro, li sento ogni giorno», ma non entra nei dettagli delle operazioni, «non posso fornire un vantaggio ai nostri aggressori. L'importante è che la Russia senta di non avere molto tempo». Sul campo le truppe di Mosca stanno conducendo per lo più azioni di difesa, affidando all'aviazione il compito di far danni tra i soldati ucraini. Alcuni battaglioni russi si sarebbero ritirati, e arrivano persino voci di ammutinamenti. Gli ingegneri dell'esercito di Mosca avrebbero inoltre imbottito di esplosivi l'impianto chimico Titan, per fermare l'avanzata in Crimea. Regione che gli ucraini tentano di raggiungere bombardando Genichesk (zona del quartier generale delle forze d'occupazione), percorrendo la striscia di Arabat.

Ieri a Kiev è arrivato a sorpresa il premier canadese Trudeau, che ha incontrato Zelensky garantendo un nuovo pacchetto di aiuti militari per 500 milioni di dollari, così come la partecipazione del suo Paese all'addestramento dei piloti degli F-16. I caccia continuano a essere il nervo scoperto di Zelensky, che chiede una maggior protezione dei cieli. Non a caso l'Ucraina ha dovuto fare i conti con un nuovo attacco aereo su Odessa. A entrare in azione sono stati i droni Shahed iraniani, in parte distrutti dalla contraerea. Alcuni detriti sono però finiti su un edificio provocando la morte di 3 persone e il ferimento di altre 29.

Nel 471ºo giorno di guerra, gli invasori hanno attaccato l'aeroporto militare di Mirgorod (Poltava), per poi distruggere nel Donetsk un caccia Mig-29. Nel Kherson il capo dell'amministrazione filorussa Saldo sarebbe rimasto ferito nel corso di un bombardamento ucraino. Il villaggio di Novostroevka-Vtoraya (Belgorod) è stato attaccato due volte dalle forze di Kiev.

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