Iran: "L'omicidio di Fakhrizadeh? Grazie Israele...". Rilancio atomico

È stata una domenica di fuoco ieri. Iran e Israele, a due giorni dall'assassinio del padre del programma nucleare di Teheran, Mohsen Fakhrizadeh hanno minacciato ritorsioni, usato toni ostili, intimidatori

Iran: "L'omicidio di Fakhrizadeh? Grazie Israele...". Rilancio atomico

È stata una domenica di fuoco ieri. Iran e Israele, a due giorni dall'assassinio del padre del programma nucleare di Teheran, Mohsen Fakhrizadeh hanno minacciato ritorsioni, usato toni ostili, intimidatori. «Il mondo dovrebbe ringraziare Israele per l'omicidio di Fakhrizadeh» ha tuonato un alto funzionario israeliano in anonimato sul New York Times, sottolineando come le armi atomiche siano una minaccia globale. Ha poi raccontato di essere stato coinvolto in prima persona e per anni nel programma per seguire le tracce dello scienziato assassinato, ma ha poi precisato che lo Stato ebraico avrebbe comunque continuato ancora a impegnarsi per limitare le ambizioni nucleari di Teheran. Bruce Riedel, ex funzionario della Cia, che ha parlato anche lui con il quotidiano statunitense, ha definito la presunta operazione israeliana «senza precedenti».

Riedel ha poi spiegato la strategia di Israele. Tel Aviv ha investito considerevoli risorse delle sue agenzie di spionaggio per l'Iran, e questa è stata in parte la ragione del suo successo. Lo Stato ebraico ha fatto un uso efficace dei madrelingua farsi nella sua popolazione, ha raccontato, e ha creato reti all'interno della Repubblica islamica e basi operative nel paese vicino, l'Azerbaigian. Fakhrizadeh è stato assassinato otto anni dopo l'ultimo omicidio imputato a Israele e Riedel ha avvertito che potrebbero essere in corso altre azioni. Lo Stato ebraico però non ha ufficialmente confermato il suo coinvolgimento nella sparatoria in cui è stato ucciso Fakhrizadeh.

Anche Teheran inizia a reagire in maniera più concreta a quanto successo. Il parlamento iraniano ha chiesto la sospensione delle ispezioni internazionali agli impianti nucleari del Paese come risposta proporzionata all'uccisione dello scienziato. In una dichiarazione firmata da tutti i membri del parlamento, si legge che «la mano del regime assassino sionista» può essere chiaramente vista nell'assassinio di Fakhrizadeh. I membri del parlamento hanno chiesto una «risposta immediata e punitiva» agli atti di aggressione stranieri: la reazione migliore sarebbe «rilanciare la brillante industria nucleare del nostro Paese».

Ha fatto sentire la sua voce anche il presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf che ha fatto notare come tutte le forze in Iran devono astenersi dall'inviare «segnali che indichino debolezza o fiducia al sistema politico statunitense».

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