"Luana e i corpi straziati sul lavoro: basta vittime"

Alle esequie presente l'attrice Guerritore e la titolare indagata

"Luana e i corpi straziati sul lavoro: basta vittime"

La famiglia, gli amici, la maestra delle elementari, i colleghi di lavoro e perfino Luana Coppini, la titolare della ditta dove Luana D'Orazio lavorava e dove ha trovato la morte.

C'era l'abbraccio della Toscana intera ai funerali della 22enne, mamma di un bambino di cinque, che si sono svolti ieri pomeriggio alle 15 nella piccola chiesa di Cristo Risorto Spedalino Asnelli, ad Agliana. Ha commosso tutti la storia della giovane operaia, che aveva abbandonato il sogno del cinema e si era aggrappata alla realtà, per crescere suo figlio, accettando di fare l'operaia nell'industria tessile di Montemurlo, dove un orditoio l'ha stritolata il 3 maggio scorso. A rendere omaggio alla sua forza, in chiesa c'era anche l'attrice Monica Guerritore, in rappresentanza del mondo dello spettacolo. Un lungo applauso ha accompagnato l'ingresso del feretro fino all'altare, dove ad attenderlo c'era il vescovo di Pistoia, Fausto Tardelli. Al funerale hanno partecipato anche il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che aveva proclamato il lutto regionale, il sindaco di Prato, Matteo Biffoni e di Montemurlo, Simone Calamai.

«È una lunga, lunghissima litania quella dei morti sul lavoro - ha detto il vescovo nell'omelia -. È una litania che si allunga ogni giorno senza arrestarsi. Due, tre vittime al giorno. Qualcosa di inaudito. Di inaccettabile. Le cose devono cambiare. Aldilà di ogni schieramento politico. Luana e tutti gli altri, oggi stanno qui, in piedi davanti a noi: ci guardano, ci osservano e ci chiedono conto. Ci dicono che non bastano le emozioni forti, non basta che ci commuoviamo per un momento: occorrono impegno e responsabilità, concretezza, determinazione e scelte coraggiose». Solo tre mesi fa in un'azienda tessile a Montale, nel Pratese, era rimasto ucciso Sabri Jaballah, 22 anni. L'autopsia di Luana ha confermato invece che l'operaia è morta sul colpo per schiacciamento del torace. Ora la perizia tecnica sul macchinario tessile, eseguita ieri da un ingegnere scelto dalla Procura, dovrà accertare se il decesso sia stato causato da un malfunzionamento del sistema di sicurezza o da una manomissione.

Per questo motivo sono iscritti nel registro degli indagati la titolare dell'azienda, Luana Coppini e l'addetto alla manutenzione Mario Cusimano per omicidio colposo e rimozione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro.

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