"Di Maio come Craxi"? Bobo e Stefania replicano a Renzi

Renzi accosta Di Maio a Craxi. Ma la replica dei figli di Bettino è durissima. Prima Bobo Craxi parla di "paragone miserabile". Poi Stefania rincara la dose: "Cerchi i mariuoli nella sua cerchia"

"Di Maio come Craxi"? Bobo e Stefania replicano a Renzi

Renzi ha paragonato la vicenda dei rimborsi del Movimento 5 Stelle a Tangentopoli, accostando Bettino Craxi a Luigi di Maio. La frase non è piaciuta ai molti che continuano a nutrire stima nei confronti dell'ex leader socialista, scomparso nel gennaio del 2000. I primi a insorgere sono stati i figli di Bettino, che militano su fronti politici opposti. "Renzi dice a Otto e mezzo che Di Maio gli ricorda Craxi - scrive su Facebook e Twitter Bobo Craxi -. Un paragone miserabile pronunciato dal capo della banda dello scandalo Consip ed Etruria. Un altro buon motivo per non farlo votare dai Socialisti".

Anche la figlia maggiore di Bettino, Stefania Craxi, candidata al Senato nelle liste di Forza Italia, non le manda certo a dire a Renzi. ''I sondaggi che giungono al Nazareno fanno perdere sempre più la testa alla cricca etrusco-fiorentina, ormai al collasso e prossima a una sconfitta di portata storica, tanto da confondere Craxi con un insipiente Di Maio, in un rigurgito di antisocialismo che rappresenta una nota di continuità di certa sinistra 'vecchia' e 'nuova'". "L'ormai stantia retorica renziana, intrisa del solito moralismo e della solita, quanto poco credibile, superiorità morale, cozza con la ragione e con la cronaca di questi mesi e di questi anni. Se Renzi cerca formule a effetto o 'mariuoli' per sbugiardare le menzogne pentastellate, può benissimo rovistare nella sua cerchia ristretta affetta da una passione 'sinistra' e 'morbosa' per le banche e per gli affari che, come prestò si vedrà, non ha risparmiato neanche il campo internazionale".

"Renzi farebbe quindi bene a ripassare la storia - prosegue Stefania - non solo per capire chi è stato Craxi, ma anche per comprendere che il M5S figlia proprio da quella stagione di violenza, menzogne e falsità, chiamata Mani Pulite, a cui la sua battuta vuole ammiccare e fare

riferimento. Per inciso, un periodo della nostra storia che ha distrutto il sistema politico ed istituzionale italiano aprendo la strada al giustizialismo, al populismo ed all'avventura".

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