Manovra, Moscovici: "Porta aperta all'Italia, si può trovare accordo"

Il commissario Ue Pierre Moscovici: "Sono convinto che saremo in grado di concordare soluzioni condivise a vantaggio degli italiani e dell’area dell’euro"

Manovra, Moscovici: "Porta aperta all'Italia, si può trovare accordo"

Alla vigilia dell’incontro, a Bruxelles, tra Jean-Claude Juncker e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che sarà accompagnato dal ministro dell’Economia Tria, il commissario Ue Pierre Moscovici usa tona concilianti verso l'Italia: "La mia porta rimane aperta alle autorità italiane e sono convinto che saremo in grado di concordare soluzioni condivise a vantaggio degli italiani e dell’area dell’euro. È un percorso impegnativo ma praticabile. Voglio crederci". Sembrano lontani i gorni degli scontri all'arma bianca tra la Commissione e il governo italiano. Tutto risolto, quindi? Vedremo dopo l'incontro di Bruxelles.

Moscovici scrive sul suo blog, sottolineando che, "indipendentemente dallo scenario, è nell’interesse di tutti continuare a dialogare e andare verso soluzioni comuni. L’ho detto e lo ripeto: il posto dell’Italia è al centro della zona euro e dell’Europa. Non riesco a immaginare l’Italia senza l’Europa, né l’Europa senza l’Italia. È membro fondatore della nostra Unione e si è sempre affermata come motore indispensabile dell’integrazione europea. Farò di tutto perché rimanga così per molti anni".

Poi ribadisce che la Commissione europea "non intende punire le autorità italiane né intervenire negli affari interni dell’Italia", ma ritiene che la manovra del governo "implichi rischi molto gravi per l’economia italiana, per le sue banche, per le sue società e per i suoi contribuenti e risparmiatori. Continuiamo a credere - prosegue - che il progetto di piano di bilancio presentato dall’Italia implichi rischi molto gravi per l’economia italiana, per le sue banche, per le sue società e per i suoi contribuenti e risparmiatori - scrive Moscovici - semplicemente perché l’aumento dei deficit previsti da questo bilancio (2,4% del Pil anziché 0,8 promesso lo scorso luglio) aumenterebbe ulteriormente il debito pubblico italiano".

Secondo il commissario Ue "l’alto livello del debito italiano (131% della ricchezza nazionale) rimane la nostra più grande preoccupazione. Ma il debito è un peso che pesa già pesantemente sulle spalle di tutti gli italiani, più di 1000 euro all’anno. E il rimborso degli interessi sul debito da parte dei contribuenti italiani è lo stesso destinato per l’istruzione. Non ridurre questo debito significa privarsi di investimenti produttivi per il futuro degli italiani". Moscovici ricorda che la Commissione ha deciso di adottare un rapporto sul debito italiano "che conclude - per la prima volta - che il criterio del debito non è rispettato dall’Italia e che una procedura per i disavanzi eccessivi sul il debito è necessario".

"Il nostro obiettivo non è punire le autorità italiane, né intervenire negli affari interni dell’Italia. La Commissione si assume quindi le proprie responsabilità e atti per garantire la stabilità dell’economia italiana e quella dell’area dell’euro. Stiamo semplicemente agendo nell’ambito del mandato conferito dagli Stati membri".

Ora cosa accadrà?

Moscovici ribadisce che "queste decisioni non segnano l’avvio di una procedura" e che gli Stati membri hanno 15 giorni per decidere se confermare o no le conclusioni della Commissione.

Ma "se gli Stati membri confermano, la Commissione dovrà avviare una procedura per i disavanzi eccessivi sulla base del debito e preparare il Consiglio, nelle prossime settimane, a una nuova raccomandazione di bilancio per l’Italia al fine di correggere il suo deficit e debito".

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