Nei Comuni affluenza in calo dopo un giorno. Riflettori puntati su Ancona, Vicenza e Brescia

Alle 23 aveva votato il 46% (in calo di 14 punti). Oggi alle 15 lo spoglio

Nei Comuni affluenza in calo dopo un giorno. Riflettori puntati su Ancona, Vicenza e Brescia
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Gli sfidanti hanno già deciso, prima ancora dell'apertura delle urne per questo turno di amministrative, quali saranno le «piazze» il cui destino segnerà un punto certo nel dibattito politico nazionale. Tredici i capoluoghi di provincia al voto (tra cui Ancona). Quasi seicento le amministrazioni da rinnovare. E la chiamata al voto riguarda 4,5 milioni di elettori. Tredici i capoluoghi interessati. Otto amministrati dal centrodestra (Vicenza, Treviso, Terni, Pisa, Siena, Massa, Imperia e Sondrio) e quattro dal centrosinistra Ancona, Brescia, Teramo e Brindisi) e Latina (commissariata). Tuttavia i contendenti hanno già deciso: sono cinque le piazze «calde», quelle cioè dove è più incerto il pronostico. Intanto un fatto di rilievo è quello dell'astensione. Visto che ieri alle 23 aveva votato il 46% contro il 60% di 5 anni fa (allora però si votò in un giorno)

Ancona è senza dubbio il teatro di una sfida importante. Il Pd prova a tenere occupata la poltrona che per dieci anni è stata appannaggio di Valeria Mancinelli. Tre anni fa, però, si era registrata la prima sconfitta del centrosinistra sul governo della Regione (fu scelto come governatore il meloniano Francesco Acquaroli). Oggi, come ha ripetuto più volte nel corso della campagna elettorale la premier, si può «completare la filiera»: governo nazionale, regionale e cittadino, piazzando Daniele Silvetti sulla poltrona del primo cittadino (in un'amministrazione mai governata dal centrodestra). Ieri il primo dato di affluenza segnava, ad Ancona, un punto sotto la media nazionale e sei punti sotto la media delle elezioni precedenti. Segno che l'astensionismo potrebbe essere il vero ago della bilancia. Tra i pochi incidenti ai seggi se ne registra uno proprio nel capoluogo marchigiano un elettore ha ripreso con il telefonino la scheda mentre esprimeva la sua preferenza in cabina elettorale. Fatto che costituisce reato. Il video è stato condiviso sui social ed è apparso sui profili della candidata per la quale era stato espresso il voto. Ora è stato rimosso. La vicenda è stata segnalata alla polizia locale.

Le altre «piazze» calde sono Pisa, Vicenza, Siena e Brescia. E proprio la Leonessa d'Italia rappresenta una sfida molto sentita. Qui si è tenuto, oltre che ad Ancona, l'unico comizio di chiusura con i leader delle tre coalizioni (con Tajani a rappresentare Berlusconi ancora bloccato dai postumi dell'infezione polmonare). Stesso copione di Ancona anche a Brescia dove si deve scegliere il successore Emilio Del Bono, rimasto in carica quasi dieci anni, dimettendosi per correre alle regionali di febbraio. Anche a Brescia il centrodestra si è presentato compatto con i suoi vertici per dare la volata al leghista Fabio Rolfi. Il centrodestra spinge, poi, a Siena Nicoletta Fabio, rinunciando a sostenere il sindaco uscente (Luigi De Mossi). Ed è su questa spaccatura che spera il centrosinistra che, però, nella città del Palio porta addirittura quattro candidati: Anna Ferretti (Pd), Elena Boldrini (5S), Massimo Castagnini (Italia viva) e Roberto Bozzi (Azione).

La Schlein punta le sue carte soprattutto su Vicenza e Pisa. Nella città veneta c'è la concreta possibilità di bissare il successo che l'anno scorso ha decretato l'elezione di Damiano Tommasi a Verona, quando il centrodestra si è diviso su due candidati. A Vicenza a sfidare il sindaco uscente, Francesco Rucco, è il giovanissimo capogruppo del Pd in consiglio regionale Giacomo Possamai (33 anni).

Gli altri candidati sono poi Claudio Cicero e Lucio Zoppello (ex assessori di Rucco) ed Edoardo Bortolotto (M5s). A Pisa, invece, è l'unita ritrovata del centrosinistra a impensierire il sindaco uscente Michele Conti. Qui è venuta anche la Schlein per lanciare il candidato giallo-rossa Paolo Martinelli.

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