La piena dell'Oglio porta a galla un cadavere. "Può essere la vigilessa sparita tre mesi fa"

Il corpo ritrovato in un torrente. Il Dna dirà se si tratta di Laura Ziliani

La piena dell'Oglio porta a galla un cadavere. "Può essere la vigilessa sparita  tre mesi fa"

Cinquecento metri. È la distanza che separa il cadavere dal luogo in cui il 24 maggio venne ritrovata una scarpa da trekking di Laura Ziliani. Troppo poco per non notare un corpo durante le ricerche dei mesi scorsi. A risolvere gli interrogativi sulla scomparsa dell'ex vigilessa bresciana potrebbe essere il ritrovamento della sua salma, irriconoscibile, ieri mattina sull'argine del fiume Oglio a Temù, in Valcamonica. Secondo una prima ricostruzione, il cadavere di una donna sarebbe stato trascinato dalla piena dell'Oglio, ingrossato dopo le piogge degli ultimi giorni. Dopo il passaggio della piena, le acque potrebbero quindi aver abbandonato il cadavere sulla sponda, in un piccolo bosco all'altezza del bacino Edison. Ciò spiegherebbe perché 250 uomini tra Soccorso alpino, Protezione civile, Guardia di finanza e vigili del fuoco non avevano trovato altro che una scarpa; l'area era stata battuta in lungo e in largo e venne persino svuotata la stessa centrale idroelettrica.

In una domenica mattina finalmente calda in Valcamonica, a notare la salma a due passi dalla pista ciclabile è un escursionista di passaggio sulla ciclovia. Dopo l'allarme, i pensieri vanno subito alla 55enne scomparsa tre mesi fa. Laura Ziliani era svanita nel nulla esattamente 90 giorni fa, in quel tragico 8 maggio ancora intriso di giallo: lei, amante della valle e delle escursioni, esce di casa alle 7 del mattino per una passeggiata sui monti di Villa Dalegno, in alta Valcamonica. Non vedendola rientrare le figlie prima la chiamano, senza successo, poi lanciano l'allarme. La zona più battuta è quella nei pressi della località Gario, indicata da una testimone come luogo dell'ultimo avvistamento di Laura Ziliani. Viene trovato soltanto il suo cellulare, ma nel garage di casa. Tre settimane fa spunta invece la famosa scarpa.

Ieri l'intera comunità di Temù, di cui la 55enne era originaria, ha vissuto una domenica drammatica - così come drammatici sono stati gli ultimi tre mesi di mistero. Si attende solo la conferma che si tratti dell'ex vigilessa, ma in molti si dicono già sicuri. Nel piccolo paese tutti la ricordano come una persona gentile e educata, ma soprattutto come una madre amorevole e attenta. Dopo la morte del marito aveva vissuto molto male il lutto ed era caduta in una profonda crisi. Perciò aveva deciso di lasciare le sue adorate montagne per trasferirsi a Brescia, lavorando in un comune dell'hinterland. Ma il suo amore più grande restava quello per le tre figlie di 27, 25 e 19 anni, di cui una sofferente di autismo. E proprio a fine giugno a sorpresa la figlia più grande e la più piccola erano state iscritte nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio volontario. Gli inquirenti avrebbero infatti rilevato alcune incongruenze nei racconti delle due - sempre presenti al quartier generale allestito durante le operazioni di ricerca.

Nel corso delle ultime settimane le due giovani sono state ascoltate a più riprese dagli inquirenti, ma su questo fronte non si registrano novità nelle indagini: così le due restano libere ma a disposizione dell'autorità giudiziaria.

Intanto tutto il paese di Temù - mille abitanti e altrettanti di altitudine - resta col fiato sospeso: ora più che mai gli abitanti chiedono verità, anche nel nome dell'amore che Laura nutriva per il borgo dove aveva vissuto anni felici con tutta la famiglia.

Commenti
Disclaimer
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica