Pnrr, appello di Fitto all'unità: "Ultima chance per fare bene"

Il ministro spegne le polemiche sulla revisione del Piano. "I tecnici di Bruxelles in Italia? Visita già programmata"

Pnrr, appello di Fitto all'unità: "Ultima chance per fare bene"
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«È l'ultima occasione per mettere ordine». Intervenendo al Forum in Masseria, il ministro degli Affari Ue, Raffaele Fitto, si è detto «ottimista» sull'arrivo della terza rata del Pnrr e, soprattutto, su un rapido riscadenziamento del Piano. «Dobbiamo fare velocemente ma bene», ha aggiunto Fitto ribadendo come al governo non possano essere imputati particolari ritardi. I progetti che non potranno essere portati a termine per giugno 2026 dovrebbero, infatti, essere spostati su strumenti a scadenza successiva.

Un lavoro di coordinamento è in itinere fra le risorse Pnrr e quelli dei fondi di coesione. Fitto ha ricordato la sua linea di fronte alle Regioni (fra queste la Campania e Puglia sono state apertamente critiche nei giorni scorsi): nel 2014-2020 è stato speso solo il 34% delle risorse. «Il sistema non funziona», ha chiosato. «Il governo non darà alle Tegioni un importo generico affinché li possano spendere come meglio ritengono», ha proseguito precisando che si pensa a «una serie di obiettivi con un elenco preciso e un cronoprogramma». Una linea sulla quale concordano i due presidenti di centrodestra di Liguria e Sicilia, Giovanni Toti e Renato Schifani.

«Speriamo che nella revisione si possano liberare risorse in progetti che erano incagliati o che erano poco attinenti al Pnrr, come gli stadi o i progetti utili ma non realizzabili nei tempi dovuti», ha replicato il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, anch'egli intervenuto in quel di Manduria. « La prima misura da fare con queste risorse è il Piano Transizione 5.0, che può incentivare e sostenere gli investimenti delle imprese nella tecnologia green e nel digitale di cui necessita il nostro sistema produttivo. Per Transizione 5.0 c'è la necessità di 4-5 miliardi», ha spiegato.

Sull'arrivo dei tecnici della Ue per valutare l'attuazione del Pnrr con relative modifiche e il nuovo capitolo RepowerEu, il ministro Fitto si è mostrato tranquillo. Sono visite che si svolgono e si sono già svolte «ogni sei mesi» e in «tutti i Paesi», ha specificato negando appunto ci sia un caso Italia. Come specificato da una portavoce della Commissione, si tratta di «incontri regolari con i Paesi interessati che avvengono fisicamente e virtualmente per fare il punto della situazione». Nei giorni scorsi l'opposizione e diversi media hanno insistito sui ritardi del governo sul Pnrr. «Ma è credibile dire che un piano nato due anni fa solo negli ultimi 6 mesi è stato portato avanti un grande ritardo, come se non ci fosse un prima o una comparazione con gli altri Paesi europei?», si è interrogato retoricamente Fitto, sottolineando come «abbiamo operato fino a oggi senza il Patto di stabilità mentre ora siamo alla vigilia del suo ritorno e non possiamo fare finta di nulla».

Secondo il ministro, «è falso dire che siamo in ritardo» perché, tra l'altro, «stiamo lavorando per verificare quali progetti non andranno in porto in tempo: dobbiamo fare velocemente ma non fare in fretta». Entro il 31 agosto si cercherà di rimettere ogni tassello al suo posto.

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