Quegli affari che blindano Palazzo Chigi

Quegli affari che blindano Palazzo Chigi

«Se Salvini pensa che saremo noi a staccare la spina del governo si sbaglia». Si parlava informalmente e, per quanto perentoria, l'affermazione del deputato grillino non mi ha stupito. Paura delle elezioni? «No, paura che crolli il fatturato». Ohibò. Segue rapido conto nelle tasche della Casaleggio Associati. Si parte dal già noto, i contributi obbligatori degli eletti. Sono trecento euro al mese per ciascuno dei 327 parlamentari: 98mila euro e spiccioli ogni mese. Se si va a elezioni e il Movimento dimezza gli eletti, la Casaleggio Associati dimezza le entrate.

Gli ex grillini Canestrari e Biondo l'hanno raccontata così: «Quello che sta accadendo sembra la compravendita di un bene pubblico - alcuni seggi - per la cui assegnazione si è acquisita un'influenza tale da poter imporre agli eletti una quota da versare a un ente totalmente privato e scollegato dal processo elettivo». Ma questo, forse, è il meno. È, infatti, ragionevole immaginare che se i cinque stelle perdessero il governo la società privata con fini di lucro guidata da Davide Casaleggio, figlio di Gianroberto, perderebbe di appeal agli occhi di buona parte dei suoi attuali clienti.

Parliamo di colossi del calibro di Poste Italiane, Unicredit, Ibm, Amazon, CartaSi e via elencando. Sorge, così, il legittimo sospetto che le posizioni politiche assunte dal M5s in parlamento non siano scollegate da questo evidente groviglio di interessi privati. Prendiamo, a titolo di esempio, il disegno di legge grillino che impone una quota significativa di chiusure domenicali ai negozianti. Secondo Confimprese, il simpatico divieto metterebbe a rischio 34 miliardi di fatturato e 90mila posti di lavoro. A trarne vantaggio sarebbero solo i colossi del commercio on-line. Guarda caso, alcuni di quelli che sponsorizzano l'evento dedicato all'e-commerce che la Casaleggio Associati terrà il 16 aprile a Milano e l'8 maggio a Roma. Hanno messo mano al portafogli Binoocle Institute, Webperformance, Octoplus, Nexi... C'è anche Deliveroo, la multinazionale del cibo a domicilio, che forse ha apprezzato l'ammorbidimento della campagna grillina in difesa dei «rider».

Insomma, se l'incubo di Salvini è che siano i

grillini a staccare la spina del governo, pare che il leader leghista possa dormire sonni tranquilli. E pazienza se il prezzo da pagare è l'asservimento dell'Italia ai nuovi poteri forti globali.

*Senatore di Forza Italia

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