"La riforma Cartabia? Non serve a niente"

Stefania Craxi, senatrice di Forza Italia, boccia la riforma Cartabia e rilancia una riforma costituzionale dell'intero sistema

"La riforma Cartabia? Non serve a niente"

“Domande sulla giustizia? Casomai, sull'ingiustizia”. Stefania Craxi, senatrice di Forza Italia, ne è più che convinta: "il sistema giudiziario non funziona" e la riforma Cartabia non migliorerà la situazione " perché il sistema va cambiato da cima a fondo".

Ne è proprio sicura?

"Sì, la riforma Cartabia non serve a niente. Serve solo al sistema che ha ben descritto Palamara e a prendere i soldi europei. Ciò significa che metteremo i soldi a debito in un sistema che non funziona. Una giustizia usata per fini politici non è giustizia. Una giustizia che misura il tempo in decenni non è giustizia. La giustizia dovrebbe essere un servizio reso a tutela del cittadino e così non è".

Ma la norma contro le 'porte girevoli' non è un passo avanti?

"Non serve impedire ai magistrati di entrare in politica quando fanno già politica da magistrati. Io, sinceramente, non conosco nessun magistrato che è tornato indietro dopo aver fatto politica".

Del nuovo sistema di elezione del Csm, che mi dice?

"La riforma Cartabia prevede che chiunque si possa candidare. Lei ce lo vede qualcuno che si candida contro il sistema?".

Lei cosa propone?

"Serve una riforma costituzionale. Andrebbe attuato il sistema del principio accusatorio che era tanto caro al Guardasigilli socialista Giuliano Vassalli che venne demolito dalla Corte Costituzionale".

Tra pochi giorni ricorre il trentennale di Tangentopoli. Qual è l'eredita politica lasciata da quell'inchiesta?

"Di quella brutta vicenda non si è fatta esperienza. Tangentopoli ha lasciato solo macerie che sono agli occhi di tutti. È a pezzi il nostro sistema politico così come la nostra economia. Il debito pubblico ha raggiunto livelli record e i cittadino vivono peggio che negli anni '80".

Che opinione si è fatta del caso Palamara?

"Palamara ha avuto il merito di dire che il re è nudo. È un sistema che tutti conoscevano, un verminaio. Uno scambio correntizio continuo in cui le carriere si decidono per amicizia o per potere, non certo per merito".

Lei, dunque, ritiene ancora necessari i referendum della Lega e li sosterrà?

"Assolutamente sì. Io sono stata una delle prime firmatarie di quel referendum e ho già fatto la campagna referendaria per la raccolta delle firme. Li sosterrò convintamente perché questa riforma è inutile".

Nel corso del discorso di fine anno del presidente Mattarella aveva colpito il fatto che avesse tralasciato la giustizia. Questo tema, invece, è stato centrale nel suo discorso di re-insediamento. Secondo lei, cos'è cambiato e cosa potrà cambiare?

"Il passaggio sulla giustizia tenuta da Mattarella nel giorno del suo re-insediamento è stato il più applaudito dall'intero Parlamento. Dubito che senza la riforma costituzionale invocata da Bettino Craxi nel 1979 che doveva abbracciare tutti i campi della vita politica e istituzionale del Paese non succederà praticamente nulla".

Cosa si dovrebbe fare per fermare i processi mediatici nei quali incorrono molti politici che vengono indagati e, poi, assolti a distanza di anni?

"La stampa dovrebbe agire con grande cautela nel caso di avvisi di garanzia e ha una grande responsabilità anche dei magistrati che spesso passano le carte prima alla stampa e, poi, ai diretti interessati.

Ma non si possono sempre invocare leggi punitive. Alla base c'è un problema culturale: il giustizialismo che è stato inoculato nella politica e nella società italiana va cambiato a fondo. Il primo cambiamento da apportare è la separazione delle carriere".

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