Scandalo alla Royal Navy. Donne abusate e bullizzate

Le accuse sono talmente gravi da vederci, secondo alcuni, tutti i presupposti per un nuovo "Me Too".

Scandalo alla Royal Navy. Donne abusate e bullizzate

Le accuse sono talmente gravi da vederci, secondo alcuni, tutti i presupposti per un nuovo «Me Too», che questa volta rischia di affondare la prestigiosa Marina Militare britannica, la Royal Navy. È stata infatti aperta un'indagine su presunti atti di bullismo e molestie sessuali ai danni di donne militari a bordo di sottomarini. Accuse che il capo di Stato Maggiore della Marina, l'ammiraglio Sir Ben Key, ha definito «ripugnanti», aggiungendo che «le molestie sessuali non trovano posto nella Royal Navy e non saranno tollerate. Chiunque venga ritenuto colpevole sarà chiamato a risponderne».

Tra le vittime c'è Sophie, che a 18 anni, quando nel 2011 fu consentito anche alle donne, si arruolò nella Marina di Sua Maestà, realizzando un suo sogno. E tutto all'inizio sembrò andar bene, al punto che la giovane divenne la prima donna al mondo comandante di un sottomarino. Ma Sophie era vittima di una sequela di abusi psicologici e fisici, anche a sfondo sessuale, che hanno minato la sua salute mentale. Sophie Brook ha raccontato tutto al Daily Mai: ha parlato delle liste compilate dai membri maschi dell'equipaggio che stabilivano l'ordine in cui le donne sarebbero state violentate in caso di affondamento del sottomarino. Delle aggressioni fisiche e sessuali, anche durante il sonno. Le foto di modelle nude che i commilitoni lasciavano insieme a monete nelle cabine delle colleghe donne, come a suggerire di aspettarsi in cambio un atto sessuale. E via così, anno dopo anno, incarico dopo incarico, missione dopo missione.

Fino alle dimissioni per un suo errore: una mail inviata a un collega-amante contenente informazioni che erano considerate riservate. Ma tante altre hanno raccontato storie simili: come Louise, ora quarantenne, molestata su due differenti navi, nel 2019 e nel 2020.

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