"Chiedano permesso". Scoppia la rissa tra Pd e i rossi

Debora Serracchiani frena sul ritorno degli ex dem: "Quando si chiede di ritornare nella casa che si è abbandonata, si dovrebbe bussare con discrezione e chiedere 'permesso'"

"Chiedano permesso". Scoppia la rissa tra Pd e i rossi

"Quando si chiede di ritornare nella casa che si è abbandonata, si dovrebbe bussare con discrezione e chiedere 'permesso', non giudicare dall'alto chi ha continuato a lavorare dentro il Pd". Il capogruppo dei democratici alla Camera, Debora Serracchiani, in un'intervista a Il Piccolo e Messaggero Veneto, interviene così sulle recenti dichiarazioni di Massimo D'Alema che aveva descritto il renzismo come una 'malattia' dal quale il Pd era guarito.

"Dopodiché guardiamo al futuro: stiamo lavorando per rilanciare il centrosinistra partendo dai cittadini e lo strumento sono le Agorà", aggiunge la Serracchiani spiegando che il Pd è impegnato"a costruire un campo largo, riformista ed europeista, capace di sconfiggere la destra sovranista". E ancora: "Non chiudiamo porte, ma non accettiamo veti. Se c'è chi rifiuta l'intesa, scegliendo la strada della testimonianza politica o - dice riferendosi stavolta a Italia Viva - dell'alleanza con la destra, ne prenderemo atto". Sul rapporto con il M5S, invece, dice:"Le elezioni sono lontane: c'è il tempo per far maturare quei rapporti che ci hanno condotto alle amministrative a mettere in campo intese vincenti".

Non si è fatta attendere la replica di Federico Fornaro, parlamentare di Articolo 1 e capogruppo di LeU alla Camera, che in una nota scrive: "In un'intervista al Messaggero Veneto di oggi Debora Serracchiani afferma che chi vuole rientrare nel Pd deve chiedere prima scusa e poi chiedere permesso. Mi spiace - aggiunge Fornaro - dover rilevare come questa impostazione sia agli antipodi dello spirito con cui Letta ha promosso le Agorà con il dichiarato obiettivo di aprire le porte del Pd e suscitare un dibattito per la costruzione di un'offerta politica alternativa e competitiva a quella della destra sovranista". Secondo il capogruppo di LeU discutere sul Pd renziano "rischia di essere un esercizio sterile mentre oggi abbiamo il dovere, tutti, nessuno escluso, di interrogarci se i contenitori e i contenuti degli attuali soggetti del centrosinistra siano adeguati alla fase complessa che stiamo vivendo oppure no".

"La mia risposta è no e credo che questa sarebbe anche la risposta della collega Serracchiani, con cui condividiamo quotidianamente una non facile azione parlamentare", conclude

Fornaro che invita tutti a lavorare insieme"per ricostruire una soggettività progressista capace di essere attrattiva e di rappresentare quella domanda così diffusa di maggiore eguaglianza e giustizia sociale".

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