La sinistra e le Sardine la buttano in politica: il codice Appalti avrebbe evitato la strage

Il centrodestra invoca pene dure. C'è chi ne fa una questione di burocrazia

La sinistra e le Sardine la buttano in politica: il codice Appalti avrebbe evitato la strage

Chi parla di fatalità non sa che cosa dice. Qui di fatale c'è ben poco e le responsabilità si fanno ben chiare giorno dopo giorno. La tragedia del Mottarone apre un altro squarcio nel muro della superficialità delle persone che per soldi sarebbero disposte a tutto. Anche mettere a rischio la vita della gente. Dalla politica giunge un coro (quasi) unanime di accusa nei confronti di chi poteva fare e non ha fatto. Di chi poteva evitare una strage e non ha messo in atto le misure necessarie per scongiurarla. Perché si può morire di tutto ma non di indifferenza.

Il centrodestra unito è durissimo. «Altro che disgrazia, altro che fatalità. Se fosse tutto confermato non esisterebbe pena al mondo per punire tanta avidità e cattiveria», scrive Matteo Salvini su Twitter. «Sconcerto, rabbia e orrore» ciò che prova Alessandro Panza, europarlamentare della Lega. «Rabbrividisco di fronte al quadro che gli inquirenti stanno tracciando», dice Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato. Da parte di Giorgia Meloni stessa denuncia: «Penso che la giustizia debba essere implacabile». Uguale Roberto Occhiuto, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati: «La fatalità avrebbe solo un'incidenza marginale. Qualcuno per soldi ha giocato con la vita altrui». La vicepresidente di Forza Italia al Senato Licia Ronzulli afferma che sia «evidente come questa tragedia poteva e doveva essere evitata e merita di essere punita con pene severe».

Per il presidente della Camera Roberto Fico si tratta di una «tragedia inaccettabile sulla quale occorre fare chiarezza e appurare responsabilità in tempi rapidi». Il suo stesso partito affida il commento ad una nota: «Non possiamo permettere che, in nome del profitto, si sacrifichino vite umane», scrivono le deputate e i deputati del M5s in commissione Trasporti. E il centrosinistra (non unito) butta la storia su un altro piano. Mentre la capogruppo di Leu al Senato, Loredana De Petris, definisce la notizia «raggelante», paragonandola a ciò che è successo con il ponte di Genova dove la gestione affidata dal pubblico ai privati a volte può fare seri danni, il segretario nazionale di Sinistra italiana Nicola Fratoianni parla (a sproposito) di fermare subito nel dibattito politico la storiella della liberalizzazione del codice degli appalti. «La si smetta con la retorica dei troppi controlli e lacciuoli e della necessità di limitarli, la si smetta con la retorica che è la burocrazia che blocca tutto», dice. Le Sardine gli vanno dietro sottolineando «l'importanza e l'irrinunciabilità della sicurezza, sorveglianza e rigorosa applicazione delle procedure sugli impianti e sul lavoro».

Anche secondo Stefano Vignaroli, M5s, il problema sono gli appalti secondo il criterio del massimo ribasso che a suo avviso «va sostituito con il concetto del prezzo congruo», criticando il dl semplificazioni. Poi magari ci spiegheranno meglio cosa c'entra la burocrazia con la colpevole e volontaria azione di tre persone.

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