Spunta l'idea dei dazi in due tranche

Trump cerca fondi per i tagli fiscali. Tajani: "Non colpire il whiskey per salvare il vino"

Spunta l'idea dei dazi in due tranche
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La strategia di Donald Trump è unpredictable, imprevedibile. Lunedì Trump ha fatto sapere senza dare molti dettagli che non tutte le tariffe entreranno in vigore a partire dalla prossima settimana e che alcuni Paesi potrebbero ottenere agevolazioni. Poi ieri ha detto di essere d'accordo con il suo vice Jd Vance nel giudizio secondo cui gli europei «sono parassiti. Lo sono stati per anni, ma non li biasimo, biasimo Biden», ha aggiunto riferendosi agli scambi commerciali.

Sempre ieri sono arrivate dal Financial Times altre indiscrezioni secondo cui Trump starebbe valutando un approccio in due fasi per i nuovi dazi annunciati a partire dal 2 aprile. Secondo il quotidiano della City, le proposte in discussione tra i funzionari dell'amministrazione Usa mirano a dare basi legali più solide al regime tariffario reciproco del presidente, permettendo allo stesso tempo al presidente di raccogliere fondi per i previsti tagli fiscali. Per l'FT il messaggio di lunedì sarebbe stato vago proprio perché è ancora aperto il dibattito sull'uso dei dazi per raccogliere entrate destinate ai tagli fiscali pianificati, piuttosto che come strumento di negoziazione.

Nel frattempo, un report di Goldman Sachs mette in guardia i propri clienti: Non lasciatevi ingannare, scrivono gli economisti di Goldman, l'ultimo atteggiamento di Trump probabilmente predispone i mercati a una sorpresa negativa. Un recente sondaggio del colosso Usa mostra che gli operatori di mercato ritengono che i dazi reciproci che arriveranno in aprile ammonteranno a un tasso di imposizione reciproca del 9% circa. La stessa Goldman prevede che l'aliquota iniziale potrebbe essere più avanti raddoppiata.

E la politica? Ieri il commissario europeo per il Commercio internazionale, Maros Sefcovic ha incontrato a Washington il segretario americano al Commercio Howard Lutnick e il rappresentante commerciale Jamieson Greer insieme a Bjorn Seibert, l'influente capo di gabinetto di Ursula von der Leyen. L'obiettivo è: trattare. Sefcovic in serata ha postato un messaggio su X: «Ventiquattrore intense a Washington per colloqui sostanziali con il Segretario Howard Lutinick, l'ambasciatore Jamies Greer e il direttore del National Economic Council, Kevin Hassett. Il duro lavoro continua. La priorità dell'Ue è un accordo equo ed equilibrato invece di tariffe ingiustificate. Condividiamo l'obiettivo della forza industriale da entrambe le parti».

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto a Sefcovic, di non inserire il whiskey tra le merci da colpire con dazi in risposta alle misure statunitensi. «Siccome esportiamo molto più vino di quanto whiskey importiamo, sarebbe come tirarsi la zappa sui piedi», ha detto Tajani.

«Noi, come italiani, se vogliamo continuare a esportare più prodotti negli Stati Uniti dobbiamo a nostra volta importare più prodotti perché a oggi c'è un disavanzo commerciale a nostro vantaggio», ha aggiunto Tajani. Sottolineando che «bisogna affrontare questa situazione nuova con grande calma, con molta serenità, con grande determinazione».

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