Non è la prima volta che Giorgia Meloni si oppone allo spericolato Donald Trump. Eppure, ad eccezione dell'ultimissimo No che ha fatto clamore perché ha scatenato la replica del presidente americano ("sono scioccato") - il campo largo nelle sue varie forme non se ne è mai accorto. Di più: ha continuato a evidenziare la sottomissione della presidente del Consiglio all'alleato americano.
È vero che Meloni ha sempre cercato di restare in equilibrio portando avanti l'obiettivo di tenere insieme le due sponde dell'Atlantico a difesa dell'unità dell'Occidente. Ma è altresì vero che il rapporto tra l'inquilina di Palazzo Chigi e il presidente americano è stato un saliscendi con la prima che ha sempre cercato di rimarcare la sua autonomia. Sui dazi, ad esempio, non si può certo dire che Meloni sia stata tenera: "È una misura sbagliata che non conviene a tutte e due le parti. Eviterei una guerra commerciale che indebolirebbe l'Occidente". Ma definire "sbagliata" la misura di Washington non ha innescato applausi da parte degli attori del campo largo.
Quando condivide Meloni strizza l'occhio al presidente americano ma quando non ci sta si oppone con tutti gli strumenti. Come nel caso della Groenlandia, quando ha sottoscritto una dichiarazione congiunta con Macron, Merz, Starmer, Tusk, Sánchez e Frederiksen per dissuadere eventuali iniziative ostili di Trump in Groenlandia. Un passaggio che dalle parti della Casa Bianca non è stato accolto con tutti i favori del caso. Derubricato dai leader del campo largo come un passaggio scontato arrivato fuori tempo massimo. E a proposito di Groenlandia e dazi, da Seul lo scorso 18 gennaio Meloni non la manda a dire a Trump: "La previsione di un aumento di dazi nei confronti di quelle nazioni che hanno scelto di contribuire alla sicurezza della Groenlandia è un errore e non la condivido".
Dopo qualche giorno, l'inquilina di Palazzo Chigi si scaglia ancora una volta contro il tycoon che ha attaccato i contingenti europei della Nato intervenuti nel conflitto in Afghanistan. "Il governo italiano ha appreso con stupore le dichiarazioni del presidente Trump secondo cui gli alleati della Nato sarebbero rimasti indietro durante le operazioni in Afghanistan" si legge in una nota della presidente del Consiglio che fa il giro del mondo. E ancora: Niente lezioni sull'impegno dell'Italia. Italia e Stati Uniti sono legati da una solida amicizia, fondata sulla comunanza di valori e sulla collaborazione storica. La collaborazione è ancora più necessaria di fronte alle molte sfide in atto". Per la premier dunque "l'amicizia necessita di rispetto, condizione fondamentale per continuare a garantire la solidarietà alla base dell'Alleanza Atlantica".
C'è anche il No all'uso della base militare di Sigonella da parte degli Stati Uniti per operazioni nel Medio Oriente, negando l'atterraggio ai bombardieri americani. Tutto scontato. "La decisione del governo su Sigonella conferma le nostre preoccupazioni" dirà Elly Schlein. Come dire, il no di Craxi era di altro tenore.