Presidente, ci spieghi

Il Giornale ha scovato il contratto d’affitto tra la società offshore e il "cognato" di Fini. Sorpresa: le firme di locatore e locatario sono identiche. Significa che Giancarlo Tulliani è il vero proprietario dell’appartamento svenduto da An?

La famiglia Fini-Tulliani si è sempre rifiutata di esibirla, i magistrati italiani l’hanno chiesta alle autorità monegasche, ma fino ad ora senza successo. Il Giornale è oggi in grado di svelare la carta in questione, il famigerato contratto di affitto della casa di Montecarlo passata dal patrimonio di An nelle disponibilità del cognato di Fini, Giancarlo Tulliani, attraverso due società allocate in paradisi fiscali. Dal documento, che pubblichiamo qui a fianco, emerge un’altra delle tante anomalie che segnano questa storia. La firma del proprietario (la società offshore Timara) è la stessa dell’inquilino (Giancarlo Tulliani). Come mai? Potremmo azzardare la risposta più ovvia: la casa è di proprietà dell’inquilino stesso, cioè Timara e Tulliani sono la stessa cosa. Il che spiegherebbe in modo definitivo molte cose della telenovela che ha scosso l’opinione pubblica e la politica.

Ancora una volta giriamo il quesito al presidente Fini: perché quelle due firme identiche? Capisco che rischiamo di passare per monomaniaci, ma la posta in gioco è più alta di quella che appare. Parliamo di case e contratti di affitto, ma in realtà stiamo cercando di capire se il presidente della Camera, terza carica dello Stato, è persona leale ed eticamente all’altezza di ricoprire il ruolo che gli è stato assegnato. Cioè se è uomo che di fronte a un pasticcio non si nasconde dietro moglie, cognato e amministratori vari, ma racconta agli italiani come sono andate le cose senza omissioni o giri di parole, indipendentemente dal fatto che siano o no stati commessi reati.

Perché il problema non è, eventualmente, solo giudiziario. E altre cose non tornano. L’altro ieri un teste importante, Antonio Caruso, garante del patrimonio di An, ha confermato ai magistrati che per quella casa il partito aveva ricevuto offerte di un milione di euro, cifra ben superiore a quella realizzata (300mila) con questo pasticcio, smentendo le dichiarazioni dei notabili di Futuro e Libertà.

Così come sono attese a ore le dimissioni di Francesco Pontone, senatore, braccio destro di Fini, da amministratore dell’ex patrimonio An (fu proprio lui a curare l’affare Montecarlo). Le contraddizioni e le coincidenze non finiscono qui. Domani pubblicheremo altri documenti. Non per spirito di persecuzione, che non esiste, ma per cercare risposte che non arrivano.

Commenti
Disclaimer
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica