Progetto Don Giovanni fra Molière e Mozart

Spettacolo degli allievi del laboratorio della Statale

Andrea Indini

Un polveroso don Giovanni assonnato dopo una notte di festa. I sette peccati capitali lo accompagnano recitando versi di Dante. La statua del commendatore ucciso lo invita alla cena di cui lui stesso sarà cibo. È il gioco dei doppi, dove il protagonista arriva a frammentarsi in tre, prigioniero nella scatola del teatro, vittima della sua stessa finzione.
Ospite del palcoscenico del Teatro Verdi, a partire da sabato sera, il Progetto don Giovanni, uno spettacolo prodotto dal Centro Teatro Attivo e ideato dagli allievi del laboratorio Arti della Scena dell’Università degli Studi. Un cammino teatrale che «sguscia» liberamente tra Molière, Tirso de Molina e Mozart. «Dal lavoro dei miei studenti, nasce - spiega Valentina Garavaglia, docente del laboratorio e coordinatrice del progetto - un personaggio dai molti volti, un don Giovanni che combatte a colpi d’amore mentre lentamente sprofonda nella spirale perversa che lo conduce fino all’Inferno, termine estremo, inesorabile, del suo viaggio». Si tratta, a conti fatti, di una messa in scena tesa a sottolineare i molteplici aspetti della teatralità barocca che emerge in dieci quadri, pensati da dieci studenti diversi e costruiti secondo codici scenici che spaziano dal teatro-danza alla parola poetica, dalle tecniche del mimo alle maschere espressive, per scoprire l’identità - sfuggente e complessa - del «burlador de Sevilla».
Il progetto si configura come un vero e proprio studio critico, i cui piani di regia sono stati elaborati insieme ai giovani attori provenienti dal corso «Professione spettacolo» della scuola di recitazione Centro Teatro Attivo, diretta da Nicoletta Ramorino, sotto la guida delle insegnanti Stefania Martinelli, Lara Franceschetti e Cristina Sforzini e con i giovani provenienti dall’Accademia di Brera per la scenografia. «A inizio corso, ho scelto l’opera di Molière - spiega la Garavaglia - perché è una lezione di teatro puro, di quel teatro barocco che racchiude in sé, contemporaneamente, una fortissima teatralità, una ricercatezza nel costume e i punti nevralgici di una psicologia attualissima».


Il prezzo dello spettacolo, che sarà in scena fino a lunedì 20 (ore 21) al Teatro Verdi di via Pastrengo 16, è di 10 euro (ridotto: 8). Per prenotazioni ed eventuali informazioni è possibile telefonare allo 02-2663.973.

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