Promosso alla maturità rapina una farmacia per poter festeggiare

Dopo due bocciature aveva rimediato finalmente la promozione alla classe successiva e per questo cercava soldi che gli consentissero di festeggiare la fine dell’anno scolastico con gli amici. Quelli ricevuti dal papà, dipendente pubblico, e dalla mamma, operaia, non gli bastavano; così ha pensato che una rapina in farmacia, senza troppi rischi, gli avrebbe procurato il danaro necessario. Invece dopo il colpo, peraltro dal magro bottino, ha rimediato soltanto le manette e il carcere, dove è finito, proprio mentre i suoi amici erano a festeggiare in un locale del Rhodense.
Protagonista A.D., uno studente 18enne, incensurato, residente nell'hinterland, che frequentava un istituto tecnico senza troppo profitto. Insomma, «un ragazzo più incline al bullismo che allo studio», secondo i carabinieri. Raggiunto il traguardo della promozione voleva che l’evento fosse ricordato anche dagli amici con i quali si era dato appuntamento per venerdì sera. Così, per riempirsi le tasche di quattrini e fare le cose alle grande ha infilato nello zainetto una bandana, un paio di occhiali scuri, una maglietta di ricambio e una pistola, perfetta imitazione della Beretta 98, priva del tappo rosso, col preciso intento di rapinare un esercizio commerciale.
La scelta è caduta sulla farmacia del dottor Sponza, in via Garibaldi, a Cornaredo, dove pochi minuti prima della chiusura ha fatto irruzione, minacciando il titolare e un paio di clienti. Un colpo, filato liscio come l'olio, che gli ha fruttato però soltanto 100 euro. A.D. si è però accontentato e, dopo aver infilato in un cassonetto la maglietta e la bandana, si è allontanato convinto di averla fatta franca. Ignorava infatti che la rapina, ma soprattutto l'autore, erano stati immortalati dalla telecamera a circuito chiuso della farmacia, già presa di mira da balordi in altre occasioni.
Dopo il colpo in via Garibaldi sono arrivati i carabinieri che hanno raccolto la testimonianza del farmacista e visionato le riprese della telecamera dell’esercizio. Tracciato un primo identikit sono immediatamente scattate le ricerche dell’autore del raid; un paio d'ore dopo un giovane somigliante al rapinatore è stato individuato alla periferia di Cornaredo, dove aspettava un compagno di scuola, col quale si sarebbe dovuto unire agli altri e fare bisboccia. Portato in caserma e perquisito, gli investigatori gli hanno trovato addosso la pistola utilizzata per consumare la rapina e che poteva essere tranquillamente scambiata per un'arma vera.

Il successivo recupero in un cassonetto della maglietta che indossava al momento del colpo e il riconoscimento da parte della vittima, hanno fornito ai carabinieri le prove decisive per arrestarlo con l’accusa di rapina aggravata. Infine, messo alle strette, lo studente ha confessato motivando il gesto: «Mi servivano soldi per festeggiare insieme ai miei amici la fine dell’anno scolastico e la promozione».

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