Quant’è diversa la moralità degli Stati Uniti

Caro Paolo, grande, abilissimo nel proporsi e nel conquistare, Silvio Berlusconi - ebbi a dirlo, suscitandone la costernazione, all’attuale ministro Sandro Bondi qualche anno fa - è molto meno capace nel campo, che dovrebbe essere specificamente suo, della comunicazione. Lo conferma ampiamente l’atteggiamento assunto in merito alle recenti accuse dell’opposizione sui suoi comportamenti sessuali. Negando, il Berlusca ha imitato il povero Bill Clinton ottenendo risultati analoghi e cioè cacciandosi maggiormente nei guai. Da seguire, in casi consimili, è l’esempio dato da un altro e precedente presidente americano, Grover Cleveland, il quale, accusato in campagna elettorale (nel 1884!) di avere un figlio illegittimo rispose ufficialmente che questi erano fatti suoi dei quali non doveva né intendeva rendere conto alla stampa. Successivamente, insediato, a quanti lo rimbrottavano pubblicamente per il continuo via vai di «donnine» a White House, di bel nuovo ufficialmente, replicò: «Gli americani sanno di non avere eletto un eunuco!», spegnendo ogni polemica sul nascere.

Mi fossi trovato io al posto di Berlusconi, avrei convocato i giornalisti per dire loro: «Sì, fare l’amore mi piace moltissimo e adoro tutte le donne. E adesso, scusatemi, ma devo andarmene. Ho qui fuori tre signorine che mi aspettano».

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