Rivive la magia dei pupi con l'Orlando innamorato e il Festival di Morgana

Al via a Palermo l'edizione numero 35 della kermesse internazionale ospitata dal Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino. Da venerdì al 21 novembre recital, mostre, spettacoli tra tradizione e sperimentazione

L'Orlando innamorato riletto attraverso recital, spettacoli di opera dei pupi, mostre, concerti e un convegno. La magia dell'opera dei pupi vista nella tradizione, ma anche con un occhio alla sperimentazione. E, novità di quest'anno, non solo Palermo, la sede storica, ma anche i teatri ancora attivi nelle province siciliane.
Torna per la sua trentacinquesima edizione il Festival di Morgana, la kermesse internazionale che ogni anno, nel capoluogo siciliano, il Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino, offre la "summa" delle opere riguardanti la saga dei paladini e l'opera dei pupi. E il programma, quest'anno, è molto ricco: 40 spettacoli di opera dei pupi nei teatri delle provincie siciliane, 15 spettacoli al Museo Antonio Pasqualino, 2 mostre, 1 convegno internazionale, 16 giorni di programmazione ed oltre 300 persone coinvolte tra artisti, musicisti, pupari, tecnici.
L'amore di Orlando, paladino della cristianità, per la bella Angelica, sarà il filo rosso della kermesse, che si conclude il 21 novembre. Due settimane dedicate a L'Orlando innamorato riletto attraverso recital, spettacoli di opera dei pupi, concerti, un convegno e due mostre. In contemporanea, per tutta la durata della manifestazione, il Festival di Morgana uscirà dalle mura del Museo Antonio Pasqualino per contaminare i teatri ancora attivi delle provincie siciliane: da Catania a Messina, da Siracusa passando da Agrigento e poi verso Palermo fino a Trapani (Alcamo).
A Palermo il Festival di Morgana si apre sabato 6 novembre con una produzione in anteprima nazionale di e con Vincenzo Pirrotta, «Boiardo: l'amore, la guerra e la morte». Reduce dal successo con «Diceria dell'Untore» di Bufalino con Luigi Lo Cascio, l'attore e regista siciliano è da sempre molto legato alle attività del Museo Pasqualino. Si prosegue lunedi 8 novembre con Davide Enia in «Cafùdda più forte amore mio baci, boffe e paladini»; martedì 9 novembre con «Boiardi Bastardi», per la regia di Giovanni Calcagno, teatro di animazione proposto da «La Casa dei Santi», realtà che nasce tra la Sicilia e Milano nel 2003 dall'incontro di un collettivo artistico eterogeneo per formazione e personalità. Ed ancora mercoledì 10 novembre con la performance interattiva proposta dal Teatro del Suono - Curva Minore con «Orlando d'Amor e...vivo in cuor»; giovedì 11 Opera dei pupi con la Marionettistica dei fratelli Napoli di Catania. Fine settimana con due importanti appuntamenti: venerdì 12 (ore 21.15) lo spettacolo «Paladini di Francia» con i Cantieri Teatrali di Koreja teatro Stabile d'Innovazione del Salento; sabato 13 Maggio Epico con «L'Orlando Innamorato» della Compagnia Monte Cusna (Asta - Reggio Emilia).
Il Festival di Morgana si chiude venerdì 19 novembre con «Angelica» di e con Filippo Luna; sabato 20 novembre «Orlando innamorato in pillole» della Compagnia Teatro Nuovo Scandiano di Reggio Emilia; e domenica 21 novembre «Orlando Innamorato» di e con Davide Riondino, musiche Giuseppe Milici, recital scritto e pensato dall'attore fiorentino proprio per il Festival di Morgana.
Giovedì 11 e venerdì 12 novembre, contemporaeamente agli spettacoli, ci sarà il convegno «L'Orlando innamorato tra oralità e scrittura», simposio internazionale che avrà tra i suoi ospiti i maggiori studiosi e antropologi della materia. Infine, due mostre «Dell'amore e dell'Avventura», con 40 bozzetti di Emanuele Luzzati (Museo Luzzati di Genova); e «Paladini di carta. La cavalleria figurata», tavole illustrate della Biblioteca Riccardiana.


«La scelta dell'Orlando innamorato - spiega Rosario Perricone, direttore artistico del Festival di Morgana - ci porta a riflettere sull'amore e sulla guerra, sul loro possibile superamento attraverso l'arte. Un Festival dedicato all'amore per il diverso che coniuga pratiche artistiche tradizionali (il cuntu e l'opra dei pupi) alla musica contemporanea».

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