Le chiese del centro tra degrado, furti e abusivi

Tra i bivacchi dei clochard, i parcheggiatori abusivi, chiusure per lavori e furti, le chiese del centro storico di Roma vivono un momento di grande difficoltà

Le chiese del centro tra degrado, furti e abusivi

Roma - non finisce mai di stupire. Chi passeggia tra le vie del centro viene attratto dalla bellezza delle sue chiese. Ma anche queste, a volte, possono nascondere delle brutture inaspettate.

Chiesa di San Carlo ai Catinari, tra chiusura per lavori e degrado

San Carlo ai Catinari, ad esempio, esempio di architettura barocca a due passi da Campo de' Fiori, è chiusa per lavori di ristrutturazione da due anni, ossia dal terremoto che ha colpito Norcia e che, arrivando fin qui, ha danneggiato alcuni muri perimetrali. La cupola, ci racconta don Rodrigo Nilo, parroco della chiesa, “ha subito dei danni, e, se non si interviene, c'è pericolo che crolli come successo a San Giuseppe dei Falegnami”. Il Fec (Fondo edifici di culto ndr), proprietario dell’immobile, però, è in grave ritardo nei lavori. Da un mese tutte le funzioni liturgiche si svolgono nella vicina chiesa di Santa Barbara dei Librai, mentre prima si celebravano in un teatro. Non ci sono soltanto le esigue dimensioni del locale ad aver convinto i parrocchiani a spostarsi, ma anche il problema dei ladri, che con facilità hanno iniziato ad introdursi nella struttura per rubare le offerte. Da quando i sacerdoti sono stati costretti a chiudere la chiesa, infatti, nella piazza si è moltiplicato il degrado.

Le gradinate del sagrato e la vicina area verde si riempiono ogni giorno di clochard che bevono e bivaccano mentre la sera, la piazza dedicata a Benedetto Cairoli diventa ostaggio dei parcheggiatori abusivi. “Prendono i sacchi della spazzatura per demarcare i limiti tra le auto e alcuni si ubriacano pure”, dice don Rodrigo. "Il lato destro della facciata è diventata una latrina - denuncia - tra immondizia e bottiglie di birra sparse". “Abbiamo anche pensato di risolvere il problema mettendo un’inferriata - continua il prete - ma è complicato sia a causa dei labirinti burocratici che dei vincoli artistici”. Possibili soluzioni? “Se le associazioni e le realtà sociali del Comune volessero darci una mano, io qualcosa la farei volentieri, ma dargli un pezzo di pane o una minestra calda non risolve il problema”, spiega don Rodrigo, preoccupato del fatto che “molte di queste persone vivono immerse nell’alcol e rifiutano di essere aiutate”.

Sant’Andrea della Valle e Sant'Agostino in preda ai furti e circondate dai clochard

Da San Carlo ai Catinari ci spostiamo verso un’altra importante chiesa del centro storico, Sant’Andrea della Valle in corso Vittorio Emanuele, dove i sacerdoti hanno addirittura affisso dei cartelli per mettere in guardia turisti e pellegrini da eventuali truffe. "L'ingresso in chiesa è gratuito", ci tengono a specificare, invitando i fedeli a chiamare i carabinieri nel caso in cui qualcuno pretenda dei soldi. "In passato sull’uscio della chiesa c’erano due nomadi, vestiti di nero come i sacerdoti, che aprivano il portone con in mano un finto cestino per le offerte", ci spiega il rettore della chiesa dopo averci accolti in sagrestia. "Da quando abbiamo messo le telecamere sono spariti", prosegue.

Fuori le basi della facciata barocca sono coperte dai cartoni e dagli effetti personali dei senzatetto. Una coppia di torinesi vive qui da quasi due anni. “Stiamo bene così - ci dicono - e non vogliamo andare nei dormitori perché ci dividerebbero”, ci dicono mentre di tanto in tanto qualche religioso si ferma per offrire del cibo o semplicemente una parola di conforto. Dormire, mangiare e lavarsi non è un problema, ci assicurano. “Di notte stiamo qui - continuano - oppure dentro gli autobus, o nella chiesa di San Marcello a via del Corso, dove il prete ci fa anche sdraiare”. A pranzo, invece, si va a Sant’Eustacchio, dove si può fare anche una doccia. È evidente che avrebbero bisogno di aiuto ma anche le istituzioni hanno le mani legate se sono i diretti interessati a rifiutare le soluzioni alternative. "I vigili e gli assistenti sociali non possono fare niente - rimarca un senzatetto polacco - loro ci fanno delle proposte, basta dire di no e mica possono cacciarti via con la forza". "Per strada siamo più liberi - gli fa eco un altro clochard italiano - mentre nei dormitori ci sono degli orari fissi e devi condividere la stanza con altre dieci persone". “Un sacerdote ha fatto la domanda per darci una casa popolare, speriamo di averla in uno o due anni”, ci dice prima di salutarci la coppia di Torino.

Neppure Sant’Andrea della Valle è rimasta immune dai furti. Il più famoso è quello del Gesù Bambino portato in braccio da San Gaetano. A trafugarlo è stata una donna di colore che dormiva a piazza Navona e che, probabilmente, aveva preso la statuetta “per fare una qualche stregoneria”, ipotizza il sacerdote. "Proprio mentre celebravo la messa - continua il presule - hanno rubato un dipinto della Vergine che si trovava qui fin dalla costruzione della chiesa". "I carabinieri l’hanno ritrovato ma non è ancora tornato al suo posto perché serve come prova per il processo”, ci spiega.

Scene come queste, ormai, sono all'ordine del giorno in moltissime chiese della Capitale. Tanto che sono molti i parroci che stanno pensando di recintare il sagrato con delle cancellate di ferro. Presto potrebbe esserne posta una nella vicina chiesa di Sant'Agostino, dove sulla scalinata imperversano sbandati e spacciatori.

E quando il tasso alcolico aumenta spesso serve l'intervento delle forze dell'ordine per sedare risse e scazzottate che poco hanno a che fare con un luogo sacro.

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