Truffa del Superbonus 110%: in manette narcotrafficanti vicini al boss della Magliana

La guardia di finanza, al termine di un’indagine lunga e accurata, ha arrestato sei persone, tre delle quali sono finite ai domiciliari

Truffa del Superbonus 110%: in manette narcotrafficanti vicini al boss della Magliana

Secondo gli inquirenti, una banda criminale di Roma avrebbe utilizzato gli incentivi del Superbonus 110% e del Sisma bonus per riciclare un ingente quantitativo di denaro da utilizzare in attività illegali. La guardia di finanza, al termine di un’indagine lunga e accurata, ha arrestato sei persone, tre delle quali sono finite ai domiciliari. Tra i fermati, sospettati di truffa, anche un commercialista, il quale sarebbe stato il regista delle diverse operazioni illecite. Nei guai è finita la ditta di costruzioni di Antonio Cerchiari, tra le persone arrestate dai finanzieri, che, secondo l’accusa, avrebbe emesso fatture relative a lavori mai effettuati per un valore di poco più di 12 milioni di euro. Cerchiari, come riporta il quotidiano Il Messaggero, ha già precedenti penali per spaccio di sostanze stupefacenti ed è parente di un uomo di fiducia di Franco Giuseppucci, il defunto boss della banda della Magliana.

Il ruolo della ditta di costruzioni

L’impresa di Cerchiari, come emerge dalle verifiche della guardia di finanza, avrebbe emesso fatture per 10 milioni di euro tra maggio e giugno dello scorso anno e altre ricevute a novembre che ammontano a 2,5 milioni di euro. Dei lavori riguardanti gli incentivi dello Stato, però, nessuna traccia. Tra le persone finite in manette c’è l’amministratore delegato della ditta di costruzioni, anch’egli già conosciuto dalle forze dell’ordine avendo avuto problemi giudiziari per spaccio di droga.

Il sistema delle scatole cinesi

Il raggiro sarebbe stato effettuato organizzando un gioco ad incastro tra diverse società. L’azienda di Cerchiari avrebbe acquistato rami di altre imprese effettuando una serie di bonifici e creando una rete che è servita a trarre in inganno coloro che dovevano effettuare i controlli sull’elargizione dei crediti fiscali legati ai bonus statali. Nonostante il sistema sofisticato, però, alla fine la truffa è venuta a galla, poiché alcune anomalie sono subito saltate all’occhio.

A quel punto sono state avviate le indagini della guardia di finanza che hanno portato all’arresto delle sei persone e al sequestro di ben 4,5 milioni di euro. Gli indagati sono accusati dei reati di emissione di fatture per operazioni inesistenti, truffa aggravata e autoriciclaggio.

Commenti
Disclaimer
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica