S. Pietro, servono regole più severe

Cosa succede a San Pietro? L’interrogativo tiene banco fra i fedeli abituali della Basilica e gli architetti specializzati. Nell’eterno conflitto con la santità del luogo, infatti, sembra che l’inevitabile richiamo turistico stia prendendo il sopravvento. A far discutere sono i bivacchi sotto al colonnato, e l’atmosfera all’interno che pian piano sembra perdere quella sacralità che Papa Benedetto XVI ha più volte invocato, assieme al rispetto per i luoghi di culto. Voci metalliche ad alto volume invitano al silenzio, e vistose targhe di plastica indicano che nei banchi in legno con inginocchiatoio è possibile lasciare offerte. Il personale è impegnato per lo più a smistare il «traffico» dei turisti, che spesso entrano nella Basilica trasgredendo le norme di abbigliamento prescritte nei cartelli.

Non solo: il dibattito è acceso anche nei cenacoli specialistici, poiché a sei anni dal restauro della facciata del Maderno starebbe prendendo piede l’abitudine di restaurare dipingendo sullo sporco e di sostituire con pietra moderna i marmi consumati dal passaggio continuo.

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